La storia della fede della comunità vollese raccontata in un libro, presentato ieri presso i locali dell’oratorio della Chiesa Immacolata e San Michele.
Una mostra allestita nei locali dell’oratorio, diversi mesi fa, in seguito all’indizione dell’anno della fede, aperto da Papa Benedetto XVI°, l’11 ottobre 2012, è servita a raccogliere numerose testimonianze della storia della fede della comunità vollese della chiesa “Immacolata e San Michele”. Da qui è nata l’idea di raccontare in un libro l’esperienza vissuta e tramandare parte dei ricordi, contenuti nel materiale raccolto, per “non lasciare senza risposta quelle domande sulle tradizioni religiose, sulle date e sulle origini della parrocchia di via Filichito”.
L’idea del parroco, Don Federico Saporito, e di alcuni fedeli, Noemi Cucciniello, Adele Nuschese e Rosaria Passaro, racchiusa nel libro “La Parrocchia Immacolata e San Michele” (sottotitolo: La storia della nostra comunità nella vita delle nostre famiglie) suggerisce di “recuperare le radici culturali del territorio nella speranza che anche nel presente si voglia ben operare per lasciare una storia bella alle generazioni future e qualche nuova traccia di civiltà”. Un gran bell’auspicio!
Il libro è stato presentato nella sala dell’oratorio della parrocchia, martedì 18 marzo 2014. All’evento hanno preso parte fedeli e non, rappresentanti delle istituzioni e della politica, tra cui il Borgomastro, alcuni consiglieri e assessori, segretari di partito ed esponenti del mondo della scuola e della cultura locale.
Il consigliere comunale Ivan Aprea ha introdotto la serata leggendo la “prefazione” del libro ricavata da “Evangelii Gaudium” di Papa Francesco del novembre 2013.
Nella sua presentazione, l’autore, Don Federico Saporito, ha evidenziato il cambiamento che si è avuto negli anni nel rapporto tra la comunità cattolico-cristiana e la politica. Se nel passato c’era una stretta correlazione con la “Democrazia Cristiana”, nome indicativo del rapporto illusorio tra le due entità (ndr), oggi tale intimo rapporto ha perso i suoi connotati, essendo i cattolici-cristiani sdoganati e approdati nelle più varie esperienze politiche.
Il libro si sviluppa attraverso tre capitoli:
1. Il profilo storico, con le origini di Volla, gli usi e i costumi, le religiosità del territorio, le cappelle e la chiesa rurale.
2. I luoghi di culto con l’istituzione della parrocchia, la cappella di San Michele a via Lufrano, la cappella dell’Immacolata della famiglia Curcio, la nuova chiesa parrocchiale, i primi parroci e il cimitero.
3. La vita comunitaria con le foto di San Michele, i sacramenti e i riti, le tradizioni e le festività, la vita pastorale.
Il piccolo volume (93 pagine in formato A5) si conclude con una serie di fotografie del passato e di copie di documenti, testimoni delle tappe della costituzione del comune di Volla, delle sue parrocchie, di canti e preghiere antiche. Significative e romantiche sono le copie del DPR del 23 aprile 1953 n. 411 del Presidente della Repubblica, Luigi Einaudi, con il quale viene dichiarata l’autonomia del Comune di Volla dal Comune di San Sebastiano al Vesuvio e la copia della proclamazione di San Michele Arcangelo, patrono di Volla del 24 marzo del 1959.
Molti anni sono passati da quando “il sovrano Ferdinando di Borbone trascorreva le sue giornate di riposo, quando desiderava dedicarsi alla caccia delle quaglie, di cui la zona era ricchissima”, poco più di sessanta anni sono passati da quando “Volla fu dichiarata comune a sè, luogo provvisto di autonomia politica” (sarà stata vera autonomia? ndr), e chissà quanti anni devono passare ancora affinchè “quello che potrebbe essere un prezioso spazio di incontro e di solidarietà, non si trasformi nel luogo della fuga e della sfiducia reciproca, con le case e i quartieri che si costruiscono più per isolare e proteggere che per collegare e integrare” (da “la chiesa e la città” nel magistero di Papa Francesco).




