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Tanta paura per le scosse di terremoto in tutta Italia e i lavori al plesso elementare a rischio, perchè costruito prima del sisma dell’80, non partono. Il Comune attende il finanziamento regionale ma i genitori chiedono di fare presto.

L’allarme pochi giorni fa l’aveva lanciato Legambiente: solo il 10% delle scuole italiane rispetta norme antisismiche e solo la metà, il 53,23% è dotato di scale di sicurezza.

Ma a Trecase i primi timori per l’incolumità dei bimbi che frequentano il plesso elementare di via Vesuvio sono cominciati dopo le scosse che nelle ultime settimane si sono verificate in provincia di Avellino e al confine tra Basilicata e Calabria. Così, quello che sembrava solo un ritardo organizzativo nella programmazione delle rotazioni delle classi è divenuto un vero e proprio mistero. “Perché non ci dicono dove saranno trasferiti i nostri figli durante i lavori di adeguamento antisismico?”.

I lavori, infatti, erano già stati annunciati alcuni mesi fa. A fare chiarezza è stato l’intervento del vicesindaco Raffaele De Luca, dopo che i genitori sono giunti fino al municipio a chiedere spiegazioni: “E’ presto per calendarizzare le rotazioni – dice – i lavori non possono cominciare perché prima di ottenere tutti i fondi necessari non possiamo dar luogo alla gara d’appalto: il Comune ha già contratto un mutuo del valore di 700mila euro ma non sono sufficienti, restiamo in attesa di un finanziamento regionale”. Inutili per questo particolare tipo d’intervento i fondi europei che invece sono arrivati per entrambi gli istituti comprensivi della cittadina: 350mila euro ciascuna che, tuttavia, possono essere utilizzati solo per la manutenzione ordinaria.

Ma il vicesindaco De Luca cerca di rasserenare i genitori e afferma: “Non ci sono, attualmente, rischi per l’incolumità degli allievi, tuttavia, stiamo facendo il possibile per intervenire al più presto e a breve calendarizzeremo le rotazioni per le classi del plesso di via Vesuvio: la messa a norma durerà almeno un anno e mezzo”.