La macchina, più potente e precisa di un contatore Geiger, sta passando al setaccio i terreni di contrada Frassitelli. L’ Arpac stamane effettuerà lo scavo dei campi sospetti. Polemiche per la conferenza dei servizi sull’inceneritore.
Ieri sono iniziati i sondaggi dell’Arpac, sorvegliati dagli agenti del corpo Forestale dello Stato, in una delle zone agricole più fertili ma anche più sospette di Acerra, in località Frassitelli, vasta area del Napoletano al confine con la provincia di Caserta. Qui i tecnici dell’Agenzia per l’ambiente hanno setacciato i terreni con un rilevatore di raggi gamma, un costoso apparecchio in grado di rilevare la radioattività. E’una macchina molto più evoluta del contatore Geiger, che può determinare solo il numero di particelle gamma, le più penetranti prodotte dal decadimento nucleare, che colpiscono il rilevatore al secondo.
Questo strumento più moderno riesce invece a determinare anche l’energia di queste particelle, risultando quindi più potente e preciso. Ma la prima giornata di analisi dei terreni è stata difficile. Sul posto si sarebbero dovuti presentare, per legge, tutti i proprietari, sono una dozzina, dei terreni sospetti rilevati dalle ricognizioni aree, effettuate nei mesi scorsi. Ieri però sul posto si è presentato solo uno dei titolari dei campi. Altri due proprietari sono invece del tutto irreperibili. Secondo quanto trapelato nel corso dell’indagine al catasto risulterebbero intestati a persone inesistenti ( i nomi e i dati anagrafici sarebbero fittizi ) circa 1500 metri quadrati di spazi che costituiscono il cuore dell’area in cui si teme che possa essere stata occultata una valanga di rifiuti tossici.
Ieri anche le operazioni di rilevamento nucleare sono state complesse. Per ore i tecnici dell’Arpac hanno aspettato l’arrivo di un decespugliatore in grado di spianare una parte rilevante dei terreni completamente sommersa dall’erba alta. A ogni modo stamane le operazioni proseguiranno con gli scavi nel sottosuolo. Scavi con cui saranno prelevati i campioni da destinare alle analisi chimiche. Accanto all’area in cui si stanno effettuando le analisi vige il divieto di coltivare, emanato nel 2009 dai commissari prefettizi a causa di una pesante contaminazione da diossine e metalli pesanti. Divieto che però è stato sistematicamente violato: produzioni agricole dappertutto. Intanto c’è tensione ad Acerra.
Ieri gli ambientalisti della zona non hanno potuto assistere alla conferenza dei servizi regionale, riunita al Centro Direzionale allo scopi di valutare il rinnovo delle autorizzazioni alle attività dell’inceneritore. I responsabili della conferenza non li hanno fatti entrare. “ Abbiamo sempre partecipato a tutte le riunioni come auditori – racconta Virginia Petrellese, esponente dei comitati – stavolta ce lo hanno impedito ”. Gli ambientalisti preannunciano un esposto in Procura. La conferenza ha rinviato ogni decisione ad agosto.






