Le due antiche città, una nel degrado, l’altra abbandonata da secoli, potrebbero rappresentare l’inizio di una rinascita sociale.
Acerra fu probabilmente di origine osca, popolo italico degli appennini, come molte altre città della Campania interna, compresa la non lontana e ancora più antica Suessula, da cui dista qualche chilometro. Le due città ebbero vita autonoma e destini molto diversi. Acerra, dal nome latino Acerrae, sopravvive tuttora, sia pure nella sua dimensione moderna e degradata.
Suessula invece, i cui resti sono in parte visibili in località “bosco di Calabricito”, una volta distrutta durante incursioni saracene nell’alto medioevo fu abbandonata dai suoi abitanti e non più ricostruita. Qui i conti Spinelli, nel 700, realizzarono una villa vanvitelliana che fu presto trasformata in un museo archeologico. Villa che a partire dal Dopoguerra fu abbandonata.
Ora è un rudere. I suoi reperti sono nelle mani dei musei archeologici di tutto il mondo. Suessula, città fra le più antiche della Campania, fu abitata sin dall’epoca preistorica per la presenza di ricca vegetazione, fauna e numerosi corsi d’acqua. In base a recenti ricerche archeologiche probabilmente fu fondata dagli Ausoni.
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