Dai Griffin a Ted, l’umorismo di Seth MacFarlane non cambia. Divertimento assicurato per i fan della serie a colpi di trovate assurde ed esilaranti.
Volgari, eccessivi, violenti. Per gli appassionati di serie televisive americane i Griffin sono ormai un’icona, l’unica forse in grado di reggere il confronto con il mito dei Simpson. Pochi altri show hanno saputo incidere in questo modo sull’immaginario collettivo, fino a condizionare citazioni e umorismo di un’intera generazione. La mente di tutto è quella di Seth MacFarlane, che ha provato con questo Ted il salto alla regia.
Diciamolo subito, il film piacerà solo ai fan sfegatati dei Griffin (o di American Dad, altro prodotto del nostro) e forse neanche a tutti. Tutto quello che di buono succede in Ted sembra preso da una puntata a caso del cartone animato, del quale viene portato sullo schermo cinematografico il tipo di comicità , senza troppe rifiniture per le esigenze del diverso formato. La storia, come da copione anche nella serie televisiva, è solo un pretesto per dare fiato alle trovate più strampalate. John è un ragazzino impopolare, senza amici, che arriva a pregare affinché il suo unico compagno – un orsetto di peluche – diventi un essere vivente.
Magia delle magie (mai verrà spiegata l’origine del “miracolo”) Ted prende vita; televisioni e giornali impazziscono per il fenomeno e, soprattutto, John trova finalmente un amico. Vent’anni dopo il mondo sembra non curarsi più del pupazzo ex superstar, ma l’amicizia tra Ted e John rimane inossidabile. I due sono compagni inseparabili, condividono passioni (su tutte quelle per la serie televisiva Flash Gordon) e un atteggiamento molto rilassato e infantile verso la vita, tra bevute e fumate in un’eterna adolescenza.
Tra i due c’è però Lori, la ragazza di John, stanca della mancanza di ambizioni e responsabilità del fidanzato e convinta che sia proprio l’amicizia con l’orsacchiotto vivente a impedirgli di crescere. La scelta tra l’amore per Lori e l’amicizia per Ted sarà il classico bivio davanti a John, con colpo di scena finale. Tutto questo avviene attraverso un approfondimento psicologico e una cura dei dettagli al minimo sindacale. In modo volontario, certo, perché il cuore del film sta altrove, più precisamente nel susseguirsi di scenette esilaranti che avrebbero senso anche se prese singolarmente. Come nei Griffin, il motore dell’umorismo di MacFarlane è la volontà di rovesciare il buonsenso e il buongusto, a volte in modo geniale, altre in maniera forzata, sempre con l’eccesso (di volgarità , di cattiveria, di nonsense) come obiettivo finale.
La situazione comica di partenza – l’orsetto, ossia un elemento associato alla tenerezza e all’infanzia, che viene dipinto come un personaggio sboccato e volgare – riprende il punto di forza dei Griffin, dove le cose migliori vengono da Stewie, bambino terribile con istinti omicidi.
Anche tra le singole gag le più efficaci sono quelle che citano apertamente la serie. La scena cult della litigata grottesca di Peter Griffin con un pollo viene qui tradotta nella lunghissima sequenza di calci e pugni tra John e Ted. I dialoghi surreali, i flashback improbabili, la volgarità senza pudore, in tutti gli sketch i fan riconosceranno stile e ambientazioni consueti.
L’ironia sboccata e scorretta di MacFarlane conosce comunque lampi di scrittura brillante: la qualità di alcune battuta è altissima e nei momenti più felici la lama è assai tagliente (quando, ad esempio, l’ironia “contro” – contro gli ebrei, contro le donne, ecc. – riesce a fare il giro completo e a mettere in ridicolo i pregiudizi).
C’è solo da chiedersi se questo insieme di gag si pieghi in modo efficace alla forma-cinema. La pecca principale rimane nella storia e nei personaggi che stanno poco in piedi, senza dimenticare che la qualità media delle trovate comiche non supera quella di una puntata sufficiente dei Griffin. Seth MacFarlane sarà pure un regista (ancora) poco dotato, ma in almeno una decina di momenti si ride, si ride tanto, si ride senza pudore. Il sospetto è che la missione, alla fine, sia compiuta.
Regia di Seth MacFarlane, con Mark Wahlberg, Mila Kunis, Seth MacFarlane, Joel McHale, Giovanni Ribisi
Durata: 110 minuti
Uscita nelle sale: 4 ottobre 2012-11-07
Voto: 6,5/10
(Fonte foto: rete internet)



