Statale 268. A rischio il posto di lavoro di 500 operai

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I lavoratori impegnati sulla strada statale rischiano seriamente il posto di lavoro. Il 7 maggio vertice a Roma con i sindacati.

Un vertice romano con sindacati al Ministero dello Sviluppo Economico è fissato per le 15.00 di martedì 7 maggio, il summit è stato chiesto dalle sigle di categoria di Cisl, Cgil e Uil per discutere della grave situazione che stanno vivendo i lavoratori impegnati sulla statale del Vesuvio, la 268. Con una nota, il segretario provinciale Fillea – Cgil, Giovanni Passaro delinea un contesto che va degenerando ogni ora che passa e mette a rischio la sopravvivenza quotidiana di oltre cinquecento operai.

Il sindacato degli edili aveva già organizzato un convegno per attirare l’attenzione sulla vertenza, all’indomani dell’ultimo incidente mortale sulla statale del Vesuvio: quel tratto di strada è ancora sotto sequestro, resta desolatamente chiuso a rammentare la fine, a febbraio scorso, di tre giovanissimi studenti di Somma Vesuviana periti nello scontro con l’auto di un ex impiegato delle Poste di Poggiomarino, morto anche lui. Insieme agli operai, poche settimane fa, gli esponenti del sindacato organizzarono un blocco della strada per chiedere di essere ricevuti in Prefettura, ottennero l’incontro, ma da quel punto in poi di rassicurazioni ne sono arrivate ben poche.

«L’azienda che è impegnata per conto dell’Anas nei lavori sulla statale – dice Giovanni Passaro – non ha ancora fornito risposte alle problematiche che insistono nei cantieri di sua pertinenza su tutto il territorio nazionale, noi confidiamo nell’incontro al Ministero per discutere della gravissima situazione e dell’apertura della procedura di licenziamento. Non consentiremo che si tolga il lavoro a 500 operai, se i lavori sulla 268 continueranno, dovranno essere tutti impiegati». Il responsabile di Fillea – Cgil fornisce poi un quadro devastante della condizione dei lavoratori oggi impegnati sulla statale nota alle cronache come «strada della morte» e se la prende anche con i sindaci.

«Dovrebbero attivarsi sul serio, chiedere certezze». In più, Giovanni Passaro, mette l’accento sulla responsabilità dei lavoratori che, senza soldi, rimborsi spese, in condizioni inenarrabili dal punto di vista sanitario, continuano a presidiare la strada per non creare problemi a chi la percorre. «Le maestranze, non so a questo punto fino quando ce la faranno, stanno garantendo tre turni, anche di notte, per presidiare gli svincoli ed evitare incidenti. Fin quando ci riusciranno? Non so dare una risposta a questo: sono isolati, non hanno soldi per la benzina che serve loro a giungere sul posto di lavoro, non hanno mezzi aziendali per raggiungere il campo base». Giovedì, una riunione con le altre sigle sindacali non avrebbe portato ad una soluzione condivisa, ora il rischio, come sostiene il segretario provinciale Fillea Cgil, è che le postazioni possano essere lasciate.

«Non so davvero cosa possa accadere in seguito, se non si trovano risposte adeguate» – conclude Passaro. Il tratto dell’incidente di febbraio è ancora chiuso e sotto sequestro, anche un altro, consistente, tratto da Pomigliano a Ottaviano rimarrà chiuso, come ha annunciato l’Anas, fino al 30 aprile, per rifacimento della segnaletica stradale, disposizione arrivata dall’ultima riunione in Prefettura. Non è ancora chiaro, invece, quando sarà possibile proseguire i lavori già finanziati per il raddoppio della statale del Vesuvio, una lunga agonia che dura da decenni. Mentre i centri urbani dei paesi interessati, da Somma Vesuviana a Sant’Anastasia, da Pomigliano a Ottaviano, sono invasi dal traffico deviato sulle strade comunali.

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