E per l’appuntamento con le urne, sarà facile vedere a braccetto vecchi amici – nemici. Per i cittadini resta l’incubo Tares e una città molto lontana dal rilancio.
Tares. Piani di Insediamento Produttivo (Pip), Cultura, rilancio del territorio. La sfida, le sfide di cui presto si comincerà (di nuovo) a parlare nella imminente campagna elettorale. Nel frattempo Palazzo Torino è in mano a quel che resta della maggioranza del compianto sindaco Raffaele Allocca. Le redini affidate a Salvatore Di Sarno che lo stesso Allocca volle come capitano in seconda, così come ha di recente confermato suo figlio Celestino in una riunione convocata soprattutto per chiedere ai fedelissimi (ma anche no) di non disperdere il patrimonio costruito negli ultimi anni. C’è chi pensava che Allocca junior lanciasse una propria candidatura, invece no. Non è stato così. Nel frattempo lo stallo amministrativo, già evidente, a dire il vero, fin dall’insediamento dell’Allocca ter, si fa più evidente e le crepe si manifestano in tutta la loro gravita.
Un castello di carte, più che un governo cittadino. E si ha la netta sensazione che ci si trascini con stanchezza, nonostante il sindaco facente funzioni Di Sarno e pochi altri consiglieri ce la mettano davvero tutta, su molti problemi. Degli alleati e dei gruppi politici che lo scorso maggio portarono di fatto alla terza vittoria di Allocca resta veramente ben poco. Il primo segnale è arrivato dalla lista Cuore passata sui banchi di opposizione. Pochi giorni dopo, il gruppo Forza Somma si dichiara disponibile al confronto e al dialogo in consiglio comunale per il bene della città. Immediata la risposta dell’altra parte di Forza Italia, quella che sta all’opposizione, che apprezza l’impegno del gruppo che vuole il dialogo, invitando però a intervenire tempestivamente sullo sgravio fiscale. La Tares, quella che ormai i cittadini sommesi definiscono una vera e propria “vigliaccata politica”, rischia di far saltare quel minimo di equilibrio rimasto in seno alla maggioranza.
Nella piazza virtuale e in quella comunale la città ha emesso un duro giudizio contro chi in consiglio comunale ha permesso l’approvazione di una tassa che poteva essere evitata. Alla gogna anche l’opposizione che, in quell’occasione, preferì disertare l’aula. “Sono stati appostati 125mila euro per chi non può sostenere la Tares”. Questa la risposta degli amministratori. “Una cifra davvero irrisoria – è il commento di tanti- per un comune di 40mila abitanti, dove la disoccupazione impera e dove la soglia della povertà è aumentata e aumenta a ritmo esponenziale”. A nulla valgono le rassicurazioni del sindaco facente funzioni, tant’è che ad oggi ancora non c’è nè delibera nè regolamento. Pur se esiste una richiesta fatta da consiglieri di maggioranza (tra cui compare la presidente del consiglio comunale) per la convocazione di un consiglio ad hoc che dovrebbe tenersi a metà marzo. A riprova del fatto che forse i conti non tornano e che non bastano quelli del ragioniere, occorre una competenza specifica per presentare il bilancio, banco di prova della politica locale.
Ecco perchè è braccio di ferro per la nomina dell’assessore al Bilancio: il gruppo Alleanza per Somma è pronto a protocollare le dimissioni della consigliera Nunzia Pirozzi per permettere l’entrata di Ciro Cimmino (marito della consigliera), come assessore al bilancio; ma c’ è chi scalcia per proporre altri nomi. E mentre si patteggia sull’assessore al bilancio, c’è che si chiede come mai l’assessore alle attività produttive, (in quota lista Cuore), abbia rimesso solo le deleghe e non si sia dimesso. Che fa un assessore in carica senza deleghe? Continua a percepire lo stipendio senza poter esercitare le proprie funzioni? Chi deve revocargli l’incarico? E mentre la città assiste all’incredibile, la politica locale dietro le quinte tesse già le tele per le possibili alleanze. I vecchi e gli atavici nemici si scambiano timidamente i primi sorrisi, le strette di mano si moltiplicano, qualcuno della maggioranza stizza l’occhio a qualche esponente dell’opposizione. Il vecchio che, inesorabilmente, avanza a grandi passi.
Non c’è al momento all’orizzonte alcun nome che ci faccia sussultare, magari per orgoglio territoriale, esclamando: “Finalmente, una novità!”. Restiamo sulla scia del “si dice”, confermando che l’attuale primo cittadino Di Sarno sarà il candidato di una parte della ex coalizione, restiamo ancora su quella linea ipotetica sostenendo che aspirazioni eguali le avrebbe anche Antonio Granato, o comunque i suoi sostenitori. Voci di piazza, inoltre, vedrebbero anche una parte di Forza Italia dirigersi e fare sintesi su Pasquale Piccolo. E a sinistra, o meglio nel centrosinistra? I sommesi si divideranno ancora tra estremisti e moderati con due candidati distanti e distinti? E i cinque stelle? Del resto, basteranno poche settimane per sapere se davvero le ipotesi, in più punti sconfortanti, hanno basi reali.


