Monito di monsignor De Palma in un lettera redatta da don Aniello Tortora, responsabile della pastorale sociale e del lavoro della diocesi.
“La morte di Eduardo poteva essere evitata ? Abbiamo tutti fatto il possibile perchè non si sentisse solo?”. Inizia con questi interrogativi la lettera del vescovo di Nola, Beniamino Depalma, redatta dal suo “ministro” diocesano del lavoro, don Aniello Tortora, parroco della chiesa del Rosario, a Pomigliano. Domande dure perchè frutto della spietatezza di una tragedia, quella del suicidio del panettiere e pizzaiolo Eduardo De Falco, che la settimana scorsa, a 44 anni, si è tolto la vita dopo aver ricevuto, mentre stava lavorando nella sua pizzetteria di Casalnuovo, una multa di duemila euro da parte dei vigili dell’Ispettorato del Lavoro. ” Eduardo non ce l’ha fatta a sostenere il peso di una multa – si aggiunge nel messaggio della diocesi nolana – e noi come comunità dove eravamo?”.
Un punto di domanda talmente insistito da apparire probabilmente finanche autocritico. Un commento sferzante che a giudicare dall’insistenza con cui viene posto sembra coinvolgere tutti, ma proprio tutti. Forse pure chi questa stessa lettera ha scritto o ispirato. Depalma intanto assicura la preghiera e la vicinanza alla famiglia del piccolo commerciante. Si aggiunge nella missiva che ” il vescovo di Nola ha accolto con immenso dolore la notizia della morte di Eduardo, cittadino di Pomigliano e lavoratore nel suo esercizio di Casalnuovo”. Quindi, l’appello a tutti, istituzioni, associazioni, sindacati, cittadini, “a farsi corresponsabili nella salvaguardia del bene più prezioso che un territorio possa avere: la vita di ogni suo singolo abitante”. Un appello che per la Chiesa di Nola è anche un modo per rimettersi in gioco.
Come del resto confermano proprio le frasi finali della missiva: “La Chiesa di Nola invita tutti a dialogare per creare luoghi di accoglienza e reale ascolto di chi è in difficoltà: luoghi necessari e per la nascita dei quali essa stessa si rende disponibile al confronto. Dobbiamo, insieme, fare di più: dobbiamo perchè possiamo. Solo con l’impegno di tutti e di ciascuno è possibile costruire la speranza, anche in tempo di crisi”.
Ecco il contenuto integrale della lettera:
>Il Vescovo di Nola, mons. Beniamino Depalma, ha accolto con immenso dolore la notizia della morte di Eduardo De Falco, cittadino di Pomigliano d’Arco, lavoratore a Casalnuovo; insieme alla Chiesa di Nola assicura la preghiera e la vicinanza alla sua famiglia, provata da un’inaspettata tragedia.
Una scelta tragica quella di Eduardo che non solo ha lasciato un vuoto incolmabile nei cuori di quanti lo amavano e lo amano ma soprattutto spinge le menti di quanti abitano questo territorio, le nostre menti, a porsi un forte interrogativo: la sua morte poteva essere evitata? Abbiamo, tutti, fatto il possibile perchè Eduardo non si sentisse solo? Non vedesse nel suicidio l’unica soluzione ai suoi problemi?
Eduardo non ce l’ha fatta a sostenere il peso di una multa: e noi come comunità dove eravamo? Non abbiamo vigilato, non siamo stati abbastanza vigili per evitare che una multa, inevitabilmente fonte di ansia in un tempo di crisi che vede soffrire troppi esercizi commerciali, sfociasse, altrettanto inevitabilmente, nella disperazione che ha condotto Eduardo a togliersi la vita.
Come comunità non abbiamo vigilato abbastanza!
Ma la scelta di Eduardo spinge il Pastore della Chiesa di Nola a chiedere, con forza, che la richiesta del rispetto della legge vada di pari passo con il rispetto della dignità dell’uomo: in un tempo difficile quale quello che viviamo, lo Stato non può non tenere conto dello disperazione dei tanti piccoli e medi imprenditori che oggi pagano lo scotto di una politica che, soprattutto al Sud, non è stata in grado di creare sviluppo. L’illegalità va combattuta ma bisogna ricordare che è la legge ad essere per l’uomo, non l’uomo per la legge.
Ora è il tempo del dialogo e della comprensione, entrambi da fondare sulla giustizia sociale; è il tempo della riflessione e anche delle assunzioni di responsabilità; è il tempo dell’educazione al rispetto della legge e al rifiuto di ogni proposta di matrice mafiosa: è soprattutto il tempo di far finalmente sentire, nel nostro territorio, la presenza dello Stato come istituzione al servizio dei cittadini e non come soggetto da temere o al quale dover, esclusivamente, pagare tributi.
La Chiesa di Nola invita tutti, Istituzioni, Associazioni, Sindacati, Cittadini a farsi corresponsabili nella salvaguardia del bene più prezioso che un territorio possa avere: la vita di ogni suo singolo abitante. Non solo. La Chiesa di Nola invita tutti soprattutto a dialogare per creare luoghi di accoglienza e reale ascolto di chi è in difficoltà: luoghi necessari e per la nascita dei quali, la Chiesa di Nola si rende disponibile al confronto. Dobbiamo, insieme, fare di più: dobbiamo perchè possiamo. Solo con l’impegno di tutti e di ciascuno è possibile “costruire la speranza”, anche in tempo di crisi.
Don Aniello Tortora



