Calo delle immatricolazioni Panda. Ma stamane l’azienda annuncia quattro sabati di recupero produttivo, a marzo, e due fermate di riposo compensativo, ad aprile. Obiettivo: dare il via alla produzione della Panda a metano con motore Euro 6.
“La situazione di mercato resta quella che è per cui a Pomigliano la soluzione è il prolungamento di un anno della cassa integrazione”. E’ quanto afferma il Lingotto, da Torino. Dunque, si profilano altri dodici mesi di inattività, totale o parziale, per i circa 1400 cassintegrati dello stabilimento automobilistico della Panda. Uno stop che durerà fino al 30 marzo 2015. La cassa a zero ore a Pomigliano si protrae dal 2010 senza soluzione di continuità per circa il 30 % dei 4500 dipendenti della fabbrica automobilistica partenopea. Intanto l’attuale copertura dell’ ammortizzatore sociale scadrà il prossimo 30 marzo. Ma l’assessore regionale al Lavoro, Severino Nappi, rassicura tutti e dichiara: “Siamo pronti a fare la nostra parte per non lasciare senza coperture i lavoratori”.
Nei prossimi giorni Nappi incontrerà sindacati e azienda per trovare la giusta quadra dando l’ok al prolungamento della cig. Si registrano però alcune difficoltà produttive. In base ai dati Unrae, infatti, la Panda resta la regina del mercato nazionale dell’auto. Ma nel mese di gennaio la vettura made in Pomigliano ha fatto registrare in Italia 8384 immatricolazioni, mentre nello stesso periodo dell’anno scorso le immatricolazioni sono state 9560. La flessione potrà però essere recuperata con l’ingresso a regime della produzione della Panda a metano equipaggiata con il nuovo motore Euro6. Da qui la necessità della Fiat di dare il via, a marzo, ai recuperi produttivi. Si tratta di quattro sabati di lavoro supplementare composti ciascuno da un solo turno di lavoro. I quattro turni di recupero saranno poi compensati, ad aprile, da due giornate di riposo con le corrispondenti fermate della fabbrica.
Stamane l’azienda dettaglierà il piano ai sindacati firmatari dell’accordo Panda. Già si registrano, però, frizioni con le rsa della Fiom, che ieri hanno lamentato di essere state di nuovo discriminate dall’azienda. “Ci vogliono impedire di accedere alla mensa e quindi di avere contatti con i lavoratori”, scrive Ciro D’Alessio, delegato dei metalmeccanici della Cgil. Proprio l’anno scorso alcuni recuperi produttivi decisi a giugno avevano fatto registrare tensioni fortissime tra la Fiom, lo Slai Cobas, i Cobas e la Fiat, tensioni culminate con i picchetti davanti alla fabbrica. Blocchi che a ogni modo non impedirono le attività extra programmate. “Ma nel confronto di oggi con l’azienda – anticipa Luigi Mercogliano, segretario regionale della Fismic – speriamo di portare risultati positivi per i lavoratori.”
La volta scorsa i recuperi produttivi non sono stati premiati da erogazioni compensative. Invece ora il sindacato firmatario pensa di poter strappare all’azienda qualcosa. Nel frattempo preoccupa la situazione della Fiat di Termini Imerese, impianto ormai dismesso dal Lingotto. Ieri il segretario nazionale della Fim Cisl, Ferdinando Uliano, durante il consiglio generale della Fim di Palermo e Trapani, ha lanciato un appello: “E’ indispensabile che il Ministero dello Sviluppo Economico convochi immediatamente il tavolo per la reindustrializzazione dell’area”.
(>Fonte foto: Rete internet)



