Somma, fulmine danneggia il campanile della chiesa voluta dagli angioini

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Interdetto il passaggio pedonale intorno all’edificio. Il vicesindaco Di Sarno: “Oggi stesso stanzieremo i fondi necessari al restauro”. Fotogallery

Una scarica elettrica che ha squarciato la calotta del campanile, un fulmine nella notte che è andato ad abbattersi sulla sommità della guglia della chiesa di San Domenico. Era notte fonda quando la scarica è saettata lambendo l’antica costruzione voluta alla fine del ‘200 da Carlo d’Angiò causando danni forse minori rispetto alle sventure che l’edificio aveva già subito in passato per eruzioni e smottamenti sismici, ma comunque grave.

I vigili del fuoco hanno optato per la chiusura della chiesa guidata dal parroco don Paolo di Palo. La polizia locale ha transennato la zona, chiudendo il senso unico di via Diaz al transito automobilistico e pedonale, ma anche l’ufficio tecnico si è attivato predisponendo gli atti di somma urgenza per la messa in sicurezza. La chiesa sarà puntellata e presto – così annuncia il vicesindaco Salvatore Di Sarno su facebook – ripristinata giacché in giornata si penserà pure a stanziare i fondi necessari. Il consigliere Pd Giuseppe Auriemma ha invece annunciato, sempre sul social network, interpellanze finalizzate a conoscere i motivi per cui il monumento, una delle bellezze più importanti della città, non fosse dotato di misure che lo cautelassero contro fenomeni naturali come i fulmini.

Il perimetro intorno alla chiesa sarà chiuso fin quando non sarà ritenuto sicuro. Le lesioni, dal sopralluogo effettuato dai tecnici, sarebbero abbastanza gravi e non escluderebbero un rischio crollo, almeno di calcinacci o detriti che potrebbero essere pericolosi se fosse ripristinato subito il passaggio. Nella chiesa, al momento interdetta al pubblico e ai fedeli, ci sono tele di grandi autori del diciassettesimo e diciottesimo secolo, nell’abside è posizionato anche un dipinto attribuito a Cacciapuoti, l’importanza della chiesa è del resto confermata da molte pietre tombali risalenti al ‘600 e al ‘700.

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