NAPOLI – La violenza subita da una ragazza di 28 anni al Centro Direzionale di Napoli riaccende il dibattito sulla sicurezza nel capoluogo campano. Sulla vicenda è intervenuto Giuseppe Alviti, segretario generale della Federazione Nazionale Lavoratori Italia (FNL Italia) e formatore professionale nel settore della sicurezza pubblica e privata.
Secondo quanto ricostruito, la giovane, di origini georgiane, sarebbe stata aggredita nella notte tra domenica e lunedì sulle scalette alle spalle della Torre Luisa. Un uomo di 44 anni, di nazionalità marocchina, l’avrebbe prima colpita con pugni e calci e poi sottoposta a violenza sessuale.
Le urla della vittima hanno richiamato l’attenzione di alcuni residenti, che hanno avvertito la vigilanza del Centro Direzionale. Gli addetti sono intervenuti riuscendo a bloccare il 44enne fino all’arrivo della Polizia. L’uomo è stato quindi arrestato e successivamente condotto nel carcere di Poggioreale. La ragazza è stata invece ricoverata all’ospedale Cardarelli e ha sporto denuncia.
Alviti, commentando quanto accaduto, ha chiesto un deciso rafforzamento delle misure di sicurezza in città.
«Napoli è una città in guerra, peggiore di Kabul, e pertanto va militarizzata ad horas», ha dichiarato il segretario generale della FNL Italia.
Una posizione molto dura con la quale Alviti torna a chiedere maggiori misure di controllo del territorio, soprattutto nelle aree considerate più vulnerabili durante le ore serali e notturne.
Il caso del Centro Direzionale pone nuovamente al centro dell’attenzione la necessità di garantire sicurezza anche dopo la chiusura di uffici, negozi e attività, quando l’intera zona registra una sensibile riduzione delle presenze.



