Per mancanza di autorizzazioni la polizia municipale ordina di smontare il palco richiesto dal Pd: è polemica. Toni accesi dai comizi di Metodio in piazza e di Allocca alla tenuta San Sossio.
In attesa del ballottaggio, quanto mai scontato, polemiche e imprevisti hanno accompagnato le chiusure dei comizi elettorali per i candidati. Se Paola Raia ha scelto non un palco ma la strada, via Napoli per essere precisi, tutti gli altri si sono dati appuntamento con l’elettorato per eventi pubblici: il sindaco uscente Raffaele Allocca (Ferdinando) alla tenuta San Sossio, Pasquale Piccolo in sala Santa Caterina, Giuseppe Auriemma in piazza Matteotti e Lorenzo Metodio in piazza Vittorio Emanuele III, chiudendo per ultimo questa lunga campagna elettorale prima dell’appuntamento con le urne.
Gli imprevisti hanno riguardato la chiusura di Auriemma (Pd, Centro Democratico, Somma Attiva) che pur avendo chiesto e ottenuto i permessi per palco, e conseguente chiusura della strada al traffico veicolare, si è trovato senza palco e con le auto che passavano accanto al luogo dove il comizio avrebbe dovuto tenersi. I suoi supporter protestano sul web insinuando una «regia» dietro tutto ciò, una mossa studiata a tavolino per impedire l’ultimo comizio. Pare che il competitor Lorenzo Metodio (La Città Cambia, Movimento Beni Comuni), che avrebbe di lì a poco utilizzato il palco in piazza Vittorio Emanuele III, abbia offerto lo stesso ad Auriemma che ha comunque fatto il suo ultimo appello in piazza Matteotti, microfono alla mano e platea schierata accusando: «Questa città è in mano ad un’oligarchia di potere che finora ha gestito tutto, anche la povertà». Le reazioni sono visibili sul web, con fans arrabbiati ma speranzosi nella svolta.
L’avvocato Piccolo ha parlato ai suoi elettori dalla sala Santa Caterina, insistendo sulla partecipazione, sulla necessità di un cambiamento, tra gli applausi. «Cittadini per i cittadini, no ai potenti comitati d’affari». Paola Raia, rifuggendo dai comizi, sceglie invece i quartieri, dopo le due manifestazioni e i bagni di folla insieme al presidente della Regione, Stefano Caldoro, e all’onorevole Daniela Santanché. E sceglie il suo profilo face book per l’ultimo appello: «Votate tutti, per voi stessi e per la vostra città, ogni voto non dato è un silenzio regalato». Ma i «finis» più accesi della campagna elettorale li hanno inscenati i competitor Lorenzo Metodio e Raffaele Allocca, uno in piazza, l’altro al chiuso della tenuta San Sossio allestita a mò di piazza.
Metodio ne ha per tutti, o quasi: Per Piccolo: «Un candidato sindaco che è nel cda dell’Ente Parco Vesuvio e vuole far costruire qui». Per la Raia: «Sei un consigliere regionale, è indegno che sulla crisi idrica dici che si “vendevano l’acqua”, leggiti qualche carta». Sempre per la Raia: «Anche se vinci, non la farai la festa a Castello d’Alagno, è indegno averlo detto e pensato, ci saremo noi ad impedirlo, quel castello non è del sindaco di turno ma di tutta la città». Per Allocca: «Non basta donare un bene confiscato al forum dei giovani, bisogna attuare politiche in grado di renderlo fruibile». E ancora per Allocca: «Al Casamale non serve un parcheggio ma ben altro».
Intanto, a San Sossio, Allocca ringraziava le sue liste, i giovani che sono con lui e attaccava, promettendo: «Vinceremo anche stavolta, anzi devono stare attenti che non lo facciamo al primo turno». Ne ha avuto per la Raia: «Mi si accusa di nepotismo e familismo, quando c’è chi affida consulenze regionali di centinaia di migliaia di euro al proprio fratello». Per Auriemma: «C’è qualcuno che ha capito il suo programma?». Per Metodio: «Bravo ragazzo, intriso di demagogia». Per Piccolo: «Meglio tacere». Ha incalzato poi e riferendosi alla sua malattia: «Sto bene, sono vivo e vegeto, sono un leone e un leone combatte, non abbandona il campo di battaglia».






