Il caso a San Giuseppe Vesuviano. Intanto il direttore generale dell’asl Napoli 3 sud dispone un’indagine interna. Ma minaccia querele in caso di esito negativo dell’inchiesta.
Un sindaco che dà il quadro del solito paese parassitario del sud, zeppo di falsi invalidi, e che per lanciare l’allarme scrive al presidente della Regione prima di rivolgersi alla magistratura. Il sindaco è il giovane avvocato Vincenzo Catapano, primo cittadino a San Giuseppe Vesuviano da un anno e cinque mesi, portato sulla poltrona più importante della sua cittadina da una coalizione guidata dall’allora Futuro e Libertà di finiana memoria, e da liste civiche nel cui logo c’è una parola molto impegnativa in queste terre di mafia: legalità.
“Caro Stefano – scrive Catapano rivolgendosi a Caldoro, il presidente della giunta regionale – ti scrivo per segnalarti i troppi benefici ex legge 104 (i riconoscimenti d’invalidità, ndr) rilasciati dalla commissione dell’asl di San Giuseppe Vesuviano”. Il sindaco ci va giù pesante. Non esita a parlare di pratiche clientelari, di una situazione divenuta insostenibile.
La denuncia esce sui giornali proprio nel giorno in cui il procuratore nazionale antimafia, Franco Roberti, visita una scuola di San Giuseppe per partecipare a un dibattito. Manco a farlo apposta il tema del convegno è quella parola difficile solo a pronunciarla nel Napoletano: legalità.
A quel punto però salta dalla sedia Maurizio D’Amora, direttore generale dell’asl Napoli 3 sud, un mastodonte sanitario che ha sede a venti chilometri di distanza da San Giuseppe, a Castellammare di Stabia, e che dovrebbe coordinare e controllare le attività di un’area pazzesca, enorme, disomogenea sotto tutti i profili: una sessantina di comuni per oltre un milione di abitanti, dalla penisola sorrentina al confine con Napoli, dal vesuviano costiero a quello interno, fino al limite con la provincia di Avellino.
“Un carrozzone enorme: inutile e incontrollabile”, tuonano nel tempo medici e infermieri. Intanto D’Amora replica sostanzialmente così: “Su San Giuseppe Vesuviano istituiremo una commissione interna d’indagine ma se le accuse non si riveleranno veritiere ci rivolgeremo alla magistratura contro il sindaco Catapano”. Catapano nel frattempo ha depositato l’esposto alla procura di Nola, dove D’Amora a sua volta ha spedito un’informativa. Chi vivrà vedrà. Forse.
(>Fonte foto: Rete internet)






