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Scioperi e picchetti alla Dema, l’azienda: “Clamore fuori dal mondo”

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Intervista ad Adriano Buonanno, capo del personale della più importante azienda aeronautica made in Naples.

Lo stabilizzatore dell’Atr, il pavimento dell’Airbus A321, il contenitore dello scivolo di emergenza dell’Airbus A380, l’aereo commerciale più grande del mondo, il pavimento anteriore del nuovo Bombardier C Series, il formidabile velivolo canadese a reazione, da 130 posti.

Non è finita: alla Dema si producono anche parte del sistema di stabilizzazione e le cassettiere dell’avveniristico Boeing 787, la cabina e la trave di coda dell’AW 139, uno dei famosi elicotteri Agusta, e poi materiali compositi, laminati, trattamenti galvanici, progettazione, macchinati a controllo numerico. Quattro gli impianti italiani della società aeronautica di Pomigliano: Pomigliano, appunto, Somma Vesuviana, Brindisi e la controllata Cam di Paolisi, in provincia di Benevento. Addetti: più di 800 (650 i dipendenti diretti Dema). Insomma, sembra improbabile che questo profilo più che blasonato di quello che ormai è da dieci anni l’indotto aeronautico più importante della Campania possa giustificare ciò che sta accadendo in questi giorni: impianti rimasti senza corrente perché non sono state pagate le bollette, stipendi non erogati e operai inviperiti che stanno piazzando picchetti non stop davanti alle fabbriche.

Nel tentativo di saperne di più ilmediano.it ha ottenuto questa breve intervista da Adriano Buonanno, capo del personale della Dema.
Dottor Buonanno, ma cosa succede nella prestigiosa Dema?
“C’è un ritardo di qualche giorno nel pagamento del salario”.

Perché?
“E’ una fase di tensione finanziaria determinato da Agusta”.

Cioè Agusta non vi ha pagato qualche commessa?
“ Sì”.

Ma se Agusta ha appena erogato ai suoi dipendenti il premio di produzione più alto di tutto il gruppo Finmeccanica: oltre 5000 euro per ciascun lavoratore….
“Agusta con i suoi soldi è libera di fare cioè che vuole. Fatto sta che i suoi ritardi ci stanno causando problemi”.

Quanto vi deve?
“Oltre un milione di euro”.

Ma i lavoratori sostengono che Dema abbia 80 milioni di euro di debiti…
“Non affronterei quest’argomento”.

Perché?
“Non ho elementi”.

Ma insomma, dottor Buonanno, queste proteste, questa paralisi: tutto per un milione di euro?
“Ci troviamo in un momento di tensione finanziaria per cui basta un elemento societario, una banca, un cambio di linea di credito a crearci problemi”.

Però i lavoratori sono sul piede di guerra…
“E’ un clamore fuori dal mondo. Anche se ci sono stati dei ritardi di qualche giorno la Dema ha sempre pagato gli stipendi. Stiamo parlando di un’azienda che ha commesse. Intanto la risposta delle maestranze è sorprendente: è una situazione che si protrae già da qualche tempo”.
(Fonte foto: Rete Internet)

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