Interventi sul centro storico e le aree produttive del territorio, nella revisione del preesistente PIP che andrà ad integrare il prossimo Piano Urbanistico Comunale. Polemica sui tempi di elaborazione del piano.
Palazzo Siano gremito per la presentazione dei Piani di Insediamento Produttivo relativi alle aree di via Pomigliano e via Romani, già interessate dal Piano Urbanistico Comunale stilato nel 2005 e mai arrivato ad attuazione. Ad illustrare il progetto la squadra di tecnici incaricati dal Comune, con l’ing. Benevolo e l’arch. Formato, insieme all’ass. all’Urbanistica, Graziano, che ha precisato l’intenzione dell’amministrazione di inserire il piano in questione nel prossimo P.U.C., di cui di fatto rappresenta un’anticipazione, e la cui approvazione è stata annunciata per i primi di febbraio.
Alla base della revisione dei precedenti Piani degli Insediamenti Produttivi – spiegano i due tecnici – è stata posta l’idea di rivalutare e vivificare i centri storici, armonizzandoli ed integrandoli con le aree produttive, al fine anche di ridisegnare le linee d’insediamento, in un’ottica che tenga conto in particolare dell’alto livello di rischio sismico cui il territorio comunale, inserito nella zona rossa, è esposto. Particolare rilievo ha avuto inoltre l’attenzione, posta ed evidenziata da parte dell’amministrazione e dei tecnici stessi, alla stesura di un piano rispondente a tutti i criteri normativi vigenti, che lo renda immediatamente operativo appena approvato.
Proprio i tempi di elaborazione del Piano hanno presto innescato la dialettica, dai toni duri, tra l’amministrazione e i cittadini presenti in aula consiliare. «Se ricordo bene avete ricevuto l’incarico a marzo 2010 – riepiloga l’ing. Spadaro dell’associazione Ne Anastasis – a settembre 2010 avete fatto la prima esposizione, poi a distanza di un anno, a settembre 2011 avete ripetuto le stesse cose, e adesso che è passato un altro anno state riproponendo ancora gli stessi preliminari di piano che avete già esposto. Avete avuto un termine di 180 giorni in cui dovevate presentare il P.U.C., i termini sono trascorsi ampiamente, e non si capisce quale sia lo scopo di tutti questi interventi successivi che non si concretizzano in proposte tangibili. L’impressione è che tutto questo serva solo a guadagnare tempo – conclude Spadaro – in attesa di probabili modifiche legislative che l’amministrazione sta aspettando per fare tutt’altra cosa».
Ferma la risposta di Graziano, che rassicura sul regolare adeguamento dei tempi contrattuali inizialmente previsti, per poi criticare la faziosità della polemica: «a noi interessa approvare un P.U.C. che diventi efficace, non abbiamo l’esigenza di approvare in tempi stretti un progetto che poi non si realizza. Stiamo pensando parecchio, ma questo è un titolo di merito». Massimo apprezzamento e soddisfazione per il lavoro svolto dai tecnici Benevolo e Formato viene poi espresso dal sindaco Esposito, che ritorna sulla polemica appena accesa precisando che il lavoro in corso sul P.U.C. ha permesso all’amministrazione di comprendere e superare un nodo fondamentale della politica locale e nazionale, e cioè che «le cose o si fanno bene, o si fanno e restano nel cassetto».

