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Sant’Anastasia. L’isola ecologica accende il consiglio comunale

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La pubblica assise, alla quale è stato possibile accedervi solo con carta d’identità alla mano, viene immediatamente abbandonata dai consiglieri del Pd e dell’UdC. Tutti i punti posti all’ordine del giorno vengono approvati senza fatica.

C’è agitazione in piazza Siano mentre si attende che il comune apra le porte ai cittadini per il consiglio comunale. Le forze dell’ordine, come misura preventiva, vigilano affinché la situazione non degeneri.

Con un ordinario ritardo di mezz’ora il consiglio comunale apre le porte e il capogruppo PD Giovanni Barone esordisce così: «Per solidarietà ai cittadini del quartiere Romani abbandoniamo l’aula per protesta e troveremo i modi per una denuncia politica forte!». ? ancora il problema dell’isola ecologica ad inaugurare il consiglio comunale ed a creare tensioni in aula. La presa di posizione di Barone e Casagrande viene così commentata dal consigliere Carmine Capuano: «La democrazia è un bellissimo strumento ma impone degli obblighi. La scelta è stata fatta: non può una minoranza soggiogare la maggioranza».

La parola passa al sindaco Carmine Esposito il quale ribadendo la necessità e l’importanza di creare l’isola ecologica definisce Barone un «mascalzone della politica» e chiosa: «Andrò avanti fermamente per far costruire l’isola ecologica, segno di civiltà!». Placati gli animi e le agitazioni i lavori del consiglio comunale proseguono con la verifica sui diritti del bilancio introdotto dall’assessore al ramo Di Perna. Si passa, poi, alla delibera di prassi per individuare gli organismi consiliari essenziali del paese. Il sindaco propone di sostituire l’attuale commissione "indigente", candidando se stesso e i vari capigruppo dei partiti a pianificare le esigenze e i bisogni delle persone per stabilire il tipo di politiche sociali e di sostegno da prendere. La delibera viene approvata all’unanimità. Si passa poi all’approvazione di una serie di delibere riguardanti debiti fuori bilancio.

L’ultima delibera di sentenza, proposta dal consigliere Mario Gifuni de La Destra, elimina dalla convenzione l’art. 5 comma 16, il quale recita che il tesoriere accetta bonifici fino al giorno 15 dicembre di ogni anno. Il consiglio comunale termina alle ore 20.30 con l’esortazione di Gifuni a non fossilizzarsi sugli atti negativi compiuti da Barone.

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