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Sant’Anastasia, Giustina Maione: “I motivi di una scelta”

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Il consigliere di maggioranza uscente Giustina Maione spiega perchè all’indomani della fine forzata dell’amministrazione ha scelto di non candidarsi.

Tra i consiglieri di maggioranza uscenti sono l’unica a non aver riproposto la mia candidatura. La logica avrebbe voluto vedermi tra i sostenitori del candidato sindaco Lello Abete che rappresenta”la continuità” dell’amministrazione Esposito da me sostenuta. Ma il mio senso del dovere verso i miei elettori mi ha imposto una battuta d’arresto.

Avevo creduto in “:un progetto basato su una sensibilità politica capace di mobilitare nuove energie e proporre atti concreti per costruire insieme il nostro futuro:” così come pronunciavo nella conferenza in occasione del primo anniversario dell’amministrazione, “:un progetto capace di trasformare il modo di fare politica con il proposito di restituire, soprattutto alle giovani generazioni, una città nella quale avere maggiore fiducia per vivere un futuro sereno, una città capace di dare risposte in termini di lavoro, servizi, vivibilità:”.

Ben presto, però, tutto questo entusiasmo ha lasciato posto a delusione e amarezza, poichè era evidente una inesorabile inversione di tendenza che ha visto, man mano, la scomparsa dell’impegno di squadra a favore di un governo di pochi.
Il disagio di fronte a tale situazione era condiviso a tal punto da arrivare ad una presa di coscienza da parte di alcuni consiglieri, con una conseguente volontà di contrapporsi a comportamenti e modi di fare che spesso hanno mortificato le dignità personali.

All’indomani della forzata fine dell’amministrazione, però, mi sono ritrovata sola a continuare sulla strada della coerenza, del non condividere metodi e protocolli già percorsi e ciò mi ha portato a scegliere il reale “indietro non si torna“.

Questa mia “non candidatura”, però, non è disimpegno: se la democrazia è un valore, e lo è, non possiamo rassegnarci, tirarci fuori o smettere di lottare per le cose nelle quali crediamo. Non possiamo assistere con sgomento a rappresentazioni finte della democrazia, non è giusto: per il rispetto che dobbiamo portare a ogni persona, soprattutto agli ultimi e a chi crede in noi.

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