San Vitaliano, continua la raccolta firme per tagliare lo stipendio ai parlamentari

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Raccolte più di 300 firme per la proposta referendaria finalizzata al taglio degli stipendi d’oro. Grande soddisfazione espressa dall’associazione “Populorum Progressio”, promotrice dell’iniziativa.

Si è svolta nella giornata di ieri il secondo appuntamento per la raccolta firme utile all’indizione del referendum per l’abrogazione della diaria di 48 mila euro annui per deputati e senatori. La proposta, infatti, consiste nell’abrogazione dell’articolo 2 della legge 1261 del 1965, che riguarda la corresponsione di una componente di quattro mila euro al mese d’indennità ai membri del Parlamento.

L’iniziativa, organizzata dall’associazione “Populorum Progressio”, ha consentito alla cittadinanza di sottoscrivere i moduli presso la Casa Comunale. Più di 300 firme, ad oggi, sono state raccolte, con grande soddisfazione dei membri dell’associazione. I cittadini avranno tempo fino al 26 Luglio per contribuire alla raccolta, anche se il presidente della Populorum Progressio, l’assessore Giovanni Malesci, dichiara che già dal 23 Luglio l’associazione provvederà a depositare i moduli firmati al Comitato promotore “Unione popolare”.

Già nella scorsa settimana i membri dell’associazione si sono attivati con l’allestimento di un banchetto per la raccolta firme, durante i due giorni dell’iniziativa “Giovani in fiera”, promossa dalla Parrocchia del paese. Oltre alle quasi 250 firme raccolte, molti cittadini sono stati inoltre sensibilizzati riguardo la tematica dei costi della politica e invitati a pubblicizzare l’iniziativa che, fino ad oggi, a meno di una settimane dal termine ultimo, è stata del tutto taciuta dai mezzi di comunicazione.

L’augurio della Populorum Progressio è che, oltre a quelli che lo hanno già fatto, molti altri cittadini potranno sottoscrivere i moduli recandosi al Municipio, nonostante i dubbi che negli ultimi giorni circolano sulla validità giuridica della proposta referendaria. Secondo la legge 352 che stabilisce le tempistiche per la promozione di una tornata referendaria, infatti, non può essere depositata richiesta di referendum “nell’anno anteriore alla scadenza di una delle due Camere”. Considerando che l’attuale legislatura scadrà ad Aprile 2013, è probabile che le firme non possano essere depositate né riutilizzate.

« Al di là del dibattito sull’utilità o meno delle firme – dichiara l’assessore Giovanni Malesci – il numero così grosso di partecipazione sta a indicare l’insofferenza che i cittadini nutrono nei confronti di questo sistema che tutela i privilegi parlamentari. È comunque una risposta civica importantissima di cui i politici dovrebbero tener conto ». Proprio Malesci, da assessore ai Lavori Pubblici, si è reso disponibile per la necessaria autenticazione delle firme raccolte. 

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