Via Panoramica Fellapane spesso vive una situazione d’abbandono comune a molte delle strade isolate del Vesuviano. Ora però vogliamo mettere in luce una situazione che incomincia ad avere dei risvolti inquietanti. LE FOTO
L’amministrazione comunale della cittadina vesuviana aveva deciso di chiudere al traffico l’imboccatura del sentiero n°8 del Parco Nazionale del Vesuvio, in località “Capriccio”, più precisamente all’incrocio della Panoramica con via Faraone, questo per preservare l’accesso al sentiero, già in area protetta e soprattutto per evitare che le coppiette e chiunque avesse voluto disfarsi dei propri rifiuti, potesse insozzare la zona (di per sé limitata ai soli “residenti”), nella quale, tra l’altro, è ancora presente un cumulo d’amianto, mesi or sono rilevato dal Corpo Forestale dello Stato e ancora giacente alle intemperie.
Orbene, neanche il tempo di mettere in funzione tale sbarra automatica (che doveva entrare in funzione lo scorso 14 gennaio), che qualcuno, probabilmente la notte tra venerdì e sabato, l’ha sfonda, distruggendola completamente. Il fatto è di per sé di una gravità assoluta, perché indica il disprezzo che costui ha avuto verso l’autorità pubblica e verso tutta la comunità sansebastianese che vorrebbe usufruire dignitosamente dei suoi spazi verdi e senza per questo considerarli proprietà personale. Ora non sappiamo se si tratta di una bravata o di un avvertimento di chi invece vuole il libero accesso a quei luoghi ma è sicuro che bisogna dare un segnale forte e chiaro a questi ignavi che coltivano una visione feudale della cosa pubblica.
Speculando sulle varie ipotesi non vorremmo che questo dolo potesse avere legami con i recenti atti vandalici contro scuole locali avvenuti lo scorso autunno e non vorremmo quindi che possa farsi avanti qualcuno a fornire o, a questo punto, ad imporre a furor di popolo qualche servizio o sistema di vigilanza che possa repentinamente risolvere l’inusitata problematica.
Il sentiero n°8 è il prolungamento di via Panoramica Fellapane, sale col suo percorso asfaltato e a tratti lastricato, fino allo sterrato che si inerpica poi nella boscaglia vesuviana; ai suoi lati invece ci sono numerosi fondi privati e qualche costruzione abusiva, presumibilmente condonata, ma soprattutto esistono ambigue strutture ricettive che ospitano chi vuole appartarsi in intimità col proprio partner e lontano da occhi indiscreti. Saranno stati questi a vedere di cattivo occhio quella sbarra? O chi li ospita? Certo non sono gli unici imputabili all’abbattimento della sbarra: potrebbe esserci chi era abituato ad andare lì per scaricare in piena libertà i suoi rifiuti edili, o chiunque possa vedere rallentata o bloccata la propria attività, lecita o illecita che sia. Consiglieremmo quindi a chi di dovere di indagare in questo senso e soprattutto verificheremmo chi tra questi possiede un SUV o un camion e in che condizioni si trova la sua carrozzeria.
Certo che se le telecamere puntate sul cancello non fossero state pezzotte, ora avremmo anche un colpevole, ma senz’altro il barbaro individuo se n’era già accorto, lui, come chiunque abbia alzato lo sguardo per notare l’approssimazione e l’inutilità dell’istallazione.
Sorte analoga potrebbe vivere l’ex sede degli uffici tecnici dell’Ente Parco Nazionale del Vesuvio, la meglio conosciuta Casa Perna. Questa, a breve distanza dalla sbarra e abbandonata già da un bel po’ di tempo è in attesa che passi al CTA della Forestale ma l’incuria incomincia a far vedere i suoi aspetti più preoccupanti. Infatti, almeno due delle telecamere che dovrebbero controllare l’edificio sono state evidentemente manomesse, in particolare quella che punta la porta d’entrata e quella che dovrebbe vigilare parte della retrostante struttura. Inutile dire che anche in questo caso il condizionale è d’obbligo vista la natura puramente simbolica del sistema di videosorveglianza esistente nel Vesuviano e in particolar modo in area Parco.
Ultima nota negativa, la luce del cancello elettronico del medesimo edificio lampeggia, senza ragione evidente, da almeno 20 giorni e il motorino dello stesso, che pareva girare a vuoto, ora, al nostro ultimo passaggio, non langue più ed è definitivamente saltato trovando finalmente la sua pace. Facciamo notare che la cosa era stata a suo tempo (domenica 12/01/14) già segnalata all’ufficio della polizia municipale del paese ma ad oggi tutto resta come prima.

