Bartolomeo Pepe, senatore del M5Stelle, e i volontari della Guardie Ambientali ispezionano a sorpresa l’impianto brucia-rifiuti. E dall’anticamera del forno spuntano due lastre e uno pneumatico. Che finiscono in un dossier fotografico. LE FOTO
Uno pneumatico e due lastre delle radiografie. Ossa di un torace immortalate ai raggi x e che spuntano come macabri trofei dall’inghiottitoio brucia immondizia dell’inceneritore. Rifiuti speciali che mai dovrebbero finire nel forno per essere inceneriti.
. Eppure quei rifiuti speciali sono lì. Sono riusciti a fregare i sistemi di controllo dei camion che portano la monnezza fino all’esterno della vasca di raccolta, l’ingresso del forno che ogni anno incenerisce 600mila tonnellate di plastiche, carte e stracci e dal cui calore viene prodotta energia elettrica. I riquadri neri delle radiografie e lo pneumatico affioranti dall’enorme ammasso indistinto scaricato nel fosso vengono subito fotografati da un attivista della Guardie Ambientali, volontari della zona che ieri mattina hanno accompagnato il senatore Bartolomeo Pepe in un’ispezione a sorpresa.
“Il responsabile del termovalorizzatore che ci ha “scortati” durante l’ispezione – racconta Alessandro Cannavacciuolo, delle Guardie Ambientali – non ha saputo rispondere circa la presenza di rifiuti speciali nella vasca di raccolta del forno dell’inceneritore. Ci ha solo detto che poi li avrebbero tolti: tutto qui. Ma chi ci garantisce che in tutta quella montagna di rifiuti non possano esserci altri rifiuti speciali. E chi ci garantisce che errori di questo tipo non siano già stati commessi?”.
Dalla sede di Milano il gestore A2A, gigante italiano del mercato, replica così: “I rifiuti che arrivano all’inceneritore sono certificati con i codici “cer” degli impianti di trattamento “stir”. Nell’inceneritore inoltre c’è un controllo sulla radioattività dei rifiuti in ingresso e ci sono anche controlli a campione”. “I rifiuti speciali non devono stare lì dentro”, sottolinea però il senatore Pepe. Il salto dalla vasca di raccolta al forno è breve. Un “polipo” meccanico prende l’immondizia, la mette su un nastro e il gioco è fatto: la monnezza finisce nel grande crematorio. Il problema, a questo punto, è sapere se sia possibile portare via prima che vengano incendiati i rifiuti speciali eventualmente finiti nella vasca, cioè nell’anticamera del gigantesco forno.
Su questo “particolare” l’A2A non fornisce spiegazioni. Complicato comprendere come mai il “supertecnologico” termovalorizzatore abbia commesso l’errore di far passare del materiale “pirata”.

