A breve delle sbarre chiuderanno gli accessi al Parco nel territorio di San Giuseppe Vesuviano, transito consentito solo ai residenti. LE FOTO
Il complesso del Somma–Vesuvio è un’enorme discarica, oltre a quelle storiche di Somma Vesuviana, Ottaviano, Terzigno e Ercolano. L’intera area prossima ai centri abitati è una discarica a cielo aperto.
Ognuno dei paesi confinanti con il Parco non ha saputo fare di meglio che usare gli alvei e i sentieri come discarica ed inceneritore: ad Ercolano sono gli scarti degli abiti usati a farla da padrone mentre nella zona Est sono gli scarti tessili ad fare da argine alle tante strade di terra battuta che si inoltrano sulle pendici del Vulcano. Ad unire tutti sono gli elettrodomestici dismessi e l’onnipresente Eternit a simboleggiare l’appartenenza ad un solo ceppo tribale degli abitanti dei 18 comuni del Parco. San Giuseppe Vesuviano, all’indomani dell’elezione dell’amministrazione Catapano, ha deciso di dare un taglio con il passato: è quindi partita una specie di guerra santa agli scarichi abusivi e a coloro che non rispettano il calendario della differenziata.
E come ogni guerra di religione che si rispetti, gli eccessi e gli errori non si contano, il più delle volte in buona fede ma spesso dettati da indirizzi ideologici che connotano tanti appartenenti alla neonata amministrazione comunale. Quindi mentre da una parte si nomina Luigi Acquaviva consulente per l’ambiente (un curriculum di tutto rispetto in materia ambientale) dall’altro si scatenano i Vigili Urbani per il controllo dei sacchetti nel disperato tentativo di individuare il proprietario dei rifiuti abbandonati, generando così centinaia di contravvenzioni che hanno già prodotto un aumento esponenziale del contenzioso fra amministrazione e cittadini. Se da un lato Acquaviva si impegna in riunioni con alunni, genitori e personale docente nelle scuole per informare, dall’altro l’amministrazione consente ancora che i camion del Consorzio Ge.Ma. entrino nelle proprietà private per ritirare i rifiuti, generando il dubbio che i cittadini siano divisi per categoria d’influenza e non siano tutti uguali.
E per tornare al tema del Somma–Vesuvio, il povero Luigi Acquaviva organizza una serie di passeggiate ecologiche il sabato mattina per portare i bambini delle scuole, ma anche anziani, cittadini comuni e, speriamo, turisti, sugli antichi sentieri dell’Alveo Palomba, della Profica Paliata e dell’Alveo Pompili per occupare fisicamente quei territori proprietà di tutti ma che da decenni subiscono ogni sorta di violenza dall’abusivismo edilizio all’abbandono selvaggio di rifiuti industriali fino alla più pericolosa mancanza di manutenzione degli alvei che per oltre 200 anni hanno protetto i nostri centri abitati dalle alluvioni generate dal ripido pendio.
L’amministrazione Catapano, invece, si inventa i cancelli per chiudere gli accessi, idea che avrebbe un senso se fosse previsto un controllo dei transiti per le 24 ore e 365 all’anno ma consegnare la chiave ai residenti e poi tornarsene al comune non ha senso. Basta andare a Piano del Principe per comprendere quale sarà il risultato di questa iniziativa oppure dare un’occhiata a destra uscendo dal casello sull’A30 di Palma Campania: si vedrà una bella sbarra mobile a protezione di centinaia di tonnellate di rifiuti abbandonati.
Nonostante le esperienze passate si continua ad eleggere come classe dirigente persone selezionate per ideologia politica o appartenenza ad un certo gruppo sociale ma mai dei tecnici seri in grado di affrontare i problemi per quelli che sono e risolverli usando la conoscenza e gli strumenti adeguati. I proclami o gli slogan ad effetto non hanno mai risolto niente, specialmente nel contrasto agli scarichi industriali serve una politica seria che parta da lontano cominciandosi a domandare: ”Ma se un’impresa lavora in nero, come può smaltire legalmente i propri scarti?” e così proseguendo creando strutture agili e veloci nel controllo della filiera, controllo quotidiano non quando il cumulo si è bruciato al bordo di una strada di periferia.
Al comune si sta impostando il bilancio di previsione per il 2014, si potrebbero stornare i fondi per le fiestas a beneficio di un gruppo di anziani che si impegnino a presidiare, almeno nelle ore diurne, gli accessi al Parco e nello stesso tempo accompagnare i giovani e i visitatori su quei sentieri che oltre 2000 anni or sono conobbero la leggenda di Spartaco e dei suoi Gladiatori. Alla classe dirigente il compito di fare la scelta fra la tutela dell’Ambiente e il consenso elettorale spicciolo.





