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San Giuseppe Vesuviano. Dove la monnezza si paga due volte

Con la determina n. 79 del 18/10/2012 l’Ufficio Ambiente ha stanziato euro 28.710,58 per rimuovere i cumuli di rifiuti dalle strade. Solo che l’intero servizio di rimozione costa già 3.153.583 all’anno.

Un pentito dichiarava al giudice Raffaele Cantone: ”…..Dotto’ a munnezza è ricchezza…” queste parole viste dalla prospettiva di San Giuseppe Vesuviano sono verità sacrosante. Oramai è dal 1999 che ciclicamente il nostro comune finisce in emergenza rifiuti. Si era provato a fare una discarica comunale in contrada Beneficio, ma si riempì in meno di un anno. Per quasi un decennio abbiamo avuto fasi alterne in cui i rifiuti raggiungevano quota 4 metri o venivano raccolti quasi con regolarità, ma l’emergenza era sempre dietro l’angolo. Arrivò la discarica SARI, aperta manu militari dal governo Berlusconi, che ci garantì quasi un anno di pace durante il quale nessuno dei comuni della Zona Rossa mise mano seriamente alla raccolta differenziata e il risultato fu la saturazione della cava con la conseguente guerriglia fra i comitati e le forze dell’ordine.

In sordina la Regione Campania, attraverso l’Ufficio Flussi, dirottò i vari comuni della Zona Rossa verso lo STIR di Caivano con il risultato di ingolfare l’impianto già sotto pressione per i rifiuti provenienti dal capoluogo e dal nolano.

Già da prima dell’estate la raccolta registrava un certo affanno, intere strade non venivano servite dai mezzi del Consorzio GEMA che ha in appalto la gestione dei rifiuti, la motivazione era che a causa delle lunghe code a Caivano per scaricare i mezzi, non erano disponibili per effettuare la raccolta il giorno seguente. Ciò ha provocato fra i cittadini un totale rilassamento perché i rifiuti differenziati venivano raccolti a distanza di giorni con un unico camion ed era facile intuire il destino a cui andavano incontro. Eppure leggendo il capitolato d’appalto pubblicato sul sito Web del Comune apprendiamo: ”la raccolta di rifiuti di qualunque natura o provenienza, previsti dalla deliberazione di C.C. n. 8/2010, giacenti sulle strade ed aree pubbliche o sulle strade ed aree private comunque soggette ad uso pubblico, così come definiti dalla lettera d), dell’art. 184, del D.Lgs 152/2006, nonché pulizia di aree oggetto di scarico abusivo di rifiuti” (art. 3 Servizi in Appalto) sono oggetto dell’appalto.

Ora al di là dei cavilli burocratici se questi cumuli andavano o meno a carico del Consorzio GEMA o erano di competenza dell’Ufficio Ambiente e quindi bisognava prevedere una raccolta straordinaria, il problema di fondo è che da quasi due anni la raccolta differenziata è ferma al palo. Semplicemente è praticata da un ristretto numero di cittadini, il resto scarica i propri rifiuti sulla pubblica via in maniera indifferenziata il lunedì e il venerdì sera certi che verranno raccolti comunque.

La foto a corredo del pezzo ha immortalato via S.M. la Scala il 7 ottobre scorso dopo che per una settimana è stato prelevato solo l’umido da quei pochi che insistono a differenziare, tutti gli altri residenti hanno atteso oppure si sono liberati dei loro rifiuti con metodi “alternativi”. Le immagini di altri quartieri di San Giuseppe Vesuviano sono da quarto mondo tanto da spingere l’Ufficio Ambiente ad organizzare una raccolta straordinaria. Questo dopo che la TARSU sfiora i 6milioni di euro all’anno. E dopo che le Associazioni Ambientaliste locali avevano offerto il loro aiuto alla Commissione Straordinaria per oltre un anno.

Osservando le strade cittadine sommerse dai rifiuti, l’invito fatto ai Comuni della Provincia di Napoli dal Prefetto De Martino ad intensificare la raccolta differenziata e i controlli sugli scarichi abusivi su pressioni del Comitato La Terra dei Fuochi, ha il sapore della presa in giro: a San Giuseppe Vesuviano comanda una Commissione Prefettizia composta da personale proveniente proprio dalla Prefettura di Napoli.

Fra qualche giorno questa patata bollente finirà in mano a chi uscirà vincitore dal ballottaggio fra i due pretendenti alla carica di sindaco, solo allora sapremo se la raccolta differenziata continuerà ad essere una gallina dalle uova d’oro o si inizierà a scrivere una nuova pagina di storia.

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