Nel 1975-76 le forze politiche moderate temono il PCI e invitano a votare DC, ma turandosi il naso. Intanto, l”Italia è preda del terrorismo e inquinata dal malaffare.
Di Ciro Raia
Nel mondo della politica cresce sempre più il prestigio del PCI di Enrico Berlinguer. Il segretario generale, parlando a Mosca, nel corso del XXV Congresso del PCUS, sostiene che la crisi dell”Italia potrà trovare uno sbocco solo se il PCI sarà chiamato a partecipare, con le altre forze popolari e democratiche, alla direzione della vita nazionale. Il partito comunista va, così, conquistando voti nella borghesia e, nel corso delle elezioni regionali del 1975 ottiene notevoli successi, raggiungendo il 33,3% dei voti.
Nell”imminenza delle elezioni politiche del 1976, anzi, le forze moderate e conservatrici addirittura temono che possa verificarsi “un sorpasso” dei partiti della sinistra (per scongiurare questa possibilità, il giornalista Indro Montanelli invita l”elettorato moderato “a turarsi il naso e a votare Dc”). Ma il voto non decreta la svolta sperata dai progressisti e temuta dai moderati. La DC, infatti, recupera, il PCI trionfa (raggiunge il suo massimo storico col 34,4% dei voti) ma altrettanto non avviene per il PSI (solo il 9,7% dei voti), che perde molti consensi.
Anzi, la disfatta socialista segna la fine della segreteria De Martino e l”ingresso nella politica nazionale del nuovo segretario generale Bettino Craxi, che dà corso ad una linea politica decisamente socialdemocratica, ispirata a creare un”alternativa politica al potere democristiano e, nel contempo, a cercare un argine allo strapotere comunista a sinistra.
Dopo le elezioni, sotto la guida di Andreotti, nasce il “governo della non sfiducia”, un monocolore democristiano, che si regge sul consenso dei moderati e sull”astensione della sinistra. Per la prima volta nella storia d”Italia una donna assume la carica di ministro: si tratta della democristiana, già partigiana, Tina Anselmi, che guida il dicastero del Lavoro. Il “governo della non sfiducia” intende essere il traghetto per l”intesa con i comunisti e per la costituzione di un esecutivo forte, in grado di fronteggiare e battere il terrorismo.
Un segnale della nuova intesa è l”elezione del comunista Pietro Ingrao a presidente della Camera dei Deputati. Intanto, il giorno di ferragosto del 1977, il tenente colonnello Herbert Kappler, responsabile della strage delle Fosse Ardeatine, evade dall”ospedale militare del Celio -si dice- chiuso in una valigia!
Mentre monta lo scandalo degli aerei Lockheed (il presidente della società americana Lockheed ha ammesso di aver versato ad esponenti politici italiani la cifra di 3 miliardi, per favorire l”acquisto di aerei Hercules C130), il terrorismo diventa sempre più violento. I palazzi del potere assistono, quindi, allo stato d”accusa di alcuni politici, che hanno beneficiato di tangenti per l”acquisto di aerei. Per la prima volta le Camere votano per il rinvio a giudizio di due parlamentari, Luigi Gui (democristiano) e Mario Tanassi (socialdemocratico), accusati di essere implicati nello scandalo Lockheed. Anche il capo dello Stato, Giovanni Leone, è accusato di essere tra i corrotti dalla casa costruttrice di aerei e, nel 1978, è costretto a dimettersi.
Parallelamente agli avvenimenti di mala politica, le B.R. seminano terrore e morte; sotto i colpi dei brigatisti cadono il procuratore generale Francesco Coco e la sua scorta, il sostituto procuratore Vittorio Occorsio, il presidente degli avvocati di Torino Fulvio Croce, il giornalista Carlo Casalegno, il brigadiere dei carabinieri Giuseppe Ciotta. Sono ben oltre duemila gli attentati, che colpiscono sindacalisti e poliziotti, giornalisti, politici e magistrati.
Tutto il paese è screditato, per gli scandali e le violenze che l”attraversano. Il giornale tedesco Der Spiegel lancia una campagna contro l”Italia, “paese di terrorismo e malaffare”.
(Fonte foto: Rete Internet)


