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Da una riunione con i consiglieri della Città Metropolitana è emerso che i lavoratori che per conto della Provincia effettuavano i servizi di guardiania diurna delle scuole e di accompagnamento dei non vedenti potrebbero essere assunti in Armena.

Un possibile spiraglio per centinaia di lavoratori dei servizi di guardiania diurna delle scuole e di accompagnamento dei non vedenti è spuntato ieri dal una riunione fra le rappresentanze sindacali della SIS S.p.A, società partecipata in liquidazione, e gli esponenti di quasi tutte le forze politiche (tranne il Centro) del consiglio della Città Metropolitana di Napoli.

I consiglieri hanno informato che sono stati appena completati gli atti per l’affidamento a un’altra partecipata, la AR.ME.NA, delle commesse per la viabilità e l’edilizia scolastica. I politici hanno aggiunto che considerato che si tratta della Agenzia per lo Sviluppo, su di essa confluiranno tutte le risorse disponibili e ciò consentirà, nell’arco del primo trimestre del 2015, di rimodulare il piano industriale, anche allo scopo di superare la problematica delle 30 ore (il piano presentato alla Provincia prevede che i lavoratori ex Asub lavoreranno 35 ore settimanali mentre quelli di SIS 30 ore settimanali).

Intanto i sindacati hanno chiesto tempi strettissimi per l’ingresso dei lavoratori Sis rimasti senza soldi e senza posto in AR.ME.NA. A questo proposito i consiglieri hanno garantito la riallocazione entro il primo febbraio 2015. La CGIL ha quindi chiesto “il rispetto delle professionalità acquisite e delle competenze maturate negli anni da tutte le maestranze”. Sempre la Filcams Cgil ha aggiunto che “nel denunciare la vecchia pratica dell’amministrazione uscente di affidare a privati lavorazioni sottratte alle partecipate, ha chiesto, riferendosi ad un precedente impegno assunto dall’amministratore di AR.ME.NA, l’internalizzazione di tutta la produzione e la valorizzazione dei servizi affidati”.

Infine il sindacato di categoria ha chiesto l’attribuzione delle vecchie mansioni ai sette lavoratori dichiarati in esubero e demansionati dall’amministratore Giliberti.

(Fonte foto: Rete Internet)