Da stamane la fabbrica della Panda è ferma: cassa integrazione per tutti i cinquemila addetti. Le attività riprenderanno lunedì prossimo.
E’ iniziata la settimana di cassa integrazione “totale” per tutti i dipendenti della Fiat di Pomigliano. La Panda non va come dovrebbe e le produzioni di fermano. Riprenderanno lunedì 14 ottobre. Sono 4515 i dipendenti dell’impianto automobilistico.
Di questi 1380 si trovano in cassa integrazione a zero ore da anni. Cassintegrati che soltanto dal mese di aprile scorso sono riusciti a rientrare nell’ambito di un programma di rotazione. Ma soltanto per pochi giorni. Questo tipo di rotazione avendo infatti concentrato i lavoratori inattivi in una sola area, poco produttiva, dell’impianto, ha concesso soltanto un massimo di cinque settimane di attività a chi non fa parte del gruppo selezionato due anni fa dall’azienda per le produzioni Panda. “ Per ottenere la piena occupazione a Pomigliano bisogna sperare che le vendite della Panda aumentino o che venga aggiunta la produzione di un nuovo modello di vettura ”, sostiene Felice Mercogliano, della segreteria nazionale Fismic.
Una posizione che non trova completamente d’accordo la Fiom, ferma sulla sua proposta puntata sui contratti di solidarietà. Intanto restano in cassa a zero ore anche1030 dipendenti dell’indotto Fiat. 316 sono dislocati nel reparto logistico di Nola. Altri 720 nella Marelli di Poggioreale. Nel perimetro della grande fabbrica produttrice della Panda si trovano alle dipendenze di varie società di Fiat e dei servizi connessi circa 6000 persone. Numeri che fanno del Giambattista Vico di Pomigliano il più grande e importante impianto metalmeccanico del Mezzogiorno.

