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Precari Fiat: mano tesa dal tribunale

Il presidente Giovanni Fragola Rabuano ha fatto convocare per i colloqui di lavoro venti ex operai ai quali il Lingotto non ha rinnovato il contratto.

Espulsi dalla fabbrica a causa di una crisi micidiale, ma anche per scelte che apparvero subito troppo dure. Ora però il tribunale di Nola tenta di fare qualcosa, di tendere una mano ai precari estromessi dalla Fiat di Pomigliano tra il 31 dicembre del 2009 e il marzo del 2010 e da allora mai più rientrati nello stabilimento.

L’intento è di assumerne una ventina a tempo, come impiegati, per un periodo limitato a circa quattro mesi, tra settembre e dicembre. Gli ex operai dello stabilimento automobilistico hanno anche svolto i colloqui e firmato una serie di documenti. Stamane parleranno del provvedimento il presidente del tribunale, Giovanni Fragola Rabuano, e il presidente dell’ordine degli avvocati del foro di Nola, Francesco Urraro. E’ un progetto che non sarà caratterizzato dal solito assistenzialismo fine e se stesso, però. Il reclutamento delle ex tute blu servirà infatti a rattoppare i buchi della carente burocrazia giudiziaria, flagellata dalla cronica carenza di personale e mezzi e per questo condannata a perenni disservizi.

Comunque, per il momento, il piano occupazionale prevede l’assunzione di 20 degli 88 precari fuoriusciti tre anni fa da Pomigliano. Sono parte dei 36 precari con contratto a termine, utilizzati dalla Fiat per anni ma poi messi alla porta a causa del mancato rinnovo del contratto. Per loro il vescovo di Nola, Beniamino Depalma, tenne, davanti a centinaia di persone, la messa di Natale, nella sala del consiglio comunale di Pomigliano. Era il 25 dicembre del 2009. Il contratto sarebbe scaduto di lì a pochi giorni, il 31. Ma l’iniziativa del prelato non sortì gli effetti sperati. Nel gennaio 2010 la Fiat non rinnovò il contratto per i primi 36 con strumento a termine. Stessa sorte subirono, nel marzo successivo, altri 52 giovani con contratto di apprendistato.

Il Lingotto non aveva mai preso una decisione del genere a Pomigliano. Fino ad allora tutti i lavoratori con contratto in scadenza venivano prima o poi stabilizzati, assunti a tempo indeterminato. Dopodiché il primo a tentare di fare qualcosa è stato il sindaco di Pomigliano, Raffaele Russo, che ha favorito l’accesso di 6 precari Fiat nella ditta che gestisce le strisce blu: assunti come ausiliari del traffico. Poco prima già il tribunale di Nola si era mosso utilizzando per 10 mesi, con incarichi di segreteria, i 36 della Fiat con contratto a termine scaduto. 20 sono stati impiegati nel tribunale e 16 negli uffici della procura. Ma a dicembre del 2010 il lavoro è finito. Intanto il personale utilizzato all’epoca in tribunale sta per farvi ritorno, sia pure per poco tempo.

“Aspettiamo la chiamata anche noi che abbiamo lavorato in procura, speriamo che tutto vada per il meglio”, l’appello dei precari, che due settimane fa sono stati ricevuti in delegazione dal vescovo Depalma. Di loro si sta occupando direttamente don Aniello Tortora, parroco della chiesa del Rosario e responsabile della pastorale sociale e del lavoro della diocesi di Nola. Presente e futuro di questa manodopera appaiono molto incerti. A dicembre per gli 88 scadrà la mobilità in deroga, ottenuta due anni fa in extremis grazie alla mediazione dei sindacati da cui scaturì un provvedimento regionale della giunta Caldoro. Proprio allo scopo di dare un minimo di certezze a questa vertenza Fim, Fiom, Uilm e Fismic riuscirono a strappare alla Fiat un impegno a riassumere i precari in via prioritaria. Impegno sottoscritto in un accordo denominato “di bacino”.

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