Visite guidate gratuite al sito archeologico della Villa Romana di Caius Olius Ampliatus a Ponticelli, a cura dei volontari del GAN, il Gruppo Archeologico Napoletano.
Un pezzo di storia che vale a dire un pezzo di vita appartenente al passato, dalla cui tutela non ci si può sottrarre. La villa Romana di Ponticelli fu aperta al pubblico lo scorso 9 maggio, rinvenuta in occasione della costruzione del Lotto Zero di Ponticelli, l’agglomerato abitativo sorto dopo il terremoto del 1980. Una serie di palazzoni che oggi circondano il sito archeologico, ancora oggi a volte designato come Lotto Zero piuttosto che come Villa Romana e dunque pezzo di storia.
Era una struttura rustica destinata alla produzione di vino ed olio: sono stati ritrovati i resti sia degli ambienti destinati alla produzione che di quelli destinati al soggiorno decorati con pavimenti a mosaico. Ci sono ambienti dedicati alla lavorazione agricola, alla panificazione, ed altri per la lavorazione delle olive con tanto di torchio e vasche di decantazione per la produzione della pasta di olive. Non mancano anche ambienti destinati alla lavorazione dell’uva per la produzione del vino anche qui con un torchio e una vasca utilizzata per la fermentazione del mosto (lacus).
Sono inoltre stati scoperti i resti di una seconda villa, che rioccupò probabilmente l’area nel periodo compreso tra il II ed il IV secolo d.C. Ieri mattina l’apertura straordinaria del sito grazie ai volontari del GAN, il Gruppo Archeologico Napoletano, ma ulteriori visite saranno programmate i prossimi weekend (nei prossimi giorni il calendario degli appuntamenti verrà pubblicato online sul portale del GAN). I lavori di recupero della villa romana di Ponticelli, iniziati nel 2007, hanno consentito di stabilire che l’antico edificio fu distrutto dall’eruzione del Vesuvio del 79 d. C., la stessa che seppellì di Pompei, Ercolano e Stabiae.
Ciò vale a dire che il progetto Lotto Zero, indicato spesso come simbolo del degrado urbano della periferia, è senz’altro costola di un’antica dimora, parte di un percorso didattico e museale destinato ai cittadini, a cui spetta senz’altro la cura, di un tesoro inestimabile. Per fare in modo che non siano solo le mura di un tempo, a proteggere la storia.




