I 105 milioni di euro stanziati per il restauro del patrimonio archeologico di Pompei potrebbero suscitare l’interesse della criminalità organizzata. La Prefettura istituisce il Gruppo Interforze.
Personale del Centro operativo della Direzione investigativa antimafia di Napoli, insieme a Carabinieri, Guardia di Finanza e della Polizia di Stato, componenti del Gruppo Interforze costituito presso la Prefettura di Napoli, ha effettuato un accesso ispettivo ai fini antimafia presso i cantieri siti nell’area archeologia degli scavi di Pompei, in particolare presso quelli presenti nella Casa delle Pareti Rosse, di Sirico e del Marinaio. Il Gruppo interforze agisce in virtù di un decreto emesso dal prefetto di Napoli Francesco Antonio Musolino, al fine di scongiurare eventuali tentativi di infiltrazione della criminalità organizzata in così importanti ed appetibili lavori.
Durante l’attività ispettiva sono state controllate 20 persone e due società. I cantieri riguardano le opere di restauro del patrimonio archeologico di Pompei, denominato ‘Grande Progetto Pompei’ valutato positivamente dall’Unione Europea, che ha disposto il finanziamento di 105 milioni di euro volti alla realizzazione di mirati interventi nell’area suddetta. Il Gruppo interforze istituito presso la Prefettura di Napoli sta rivolgendo particolare attenzione all’esecuzione dell’opera al fine di evidenziare possibili condizionamenti da parte della criminalità organizzata.
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