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Pomigliano, un centro di salute mentale contro gli effetti della crisi

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Ieri, a due passi dalla Fiat, è stato inaugurato il “Centro d’ascolto lavoratori”. Psicologi, sociologi e psichiatri in aiuto di cassintegrati, precari, disoccupati.

 Il primo passo sarà quello di ascoltare la sofferenza, il disagio derivante dalla disoccupazione, dalla cassa integrazione, dalla precarietà, dal sottosalariato. Non a caso il nuovo centro diretto da psicologi, psichiatri e sociologi, inaugurato ieri pomeriggio a Pomigliano nel bene confiscato “Borsellino e Atria”, si chiama, appunto, “Centro d’ascolto Lavoratori”.

Obiettivo: combattere gli effetti di questa crisi abissale. Il secondo passo, più difficile, sarà poi di convogliare questo disagio in una rete istituzionale composta da Comune, Provincia e Regione, in grado di dare risposte concrete, ovviamente di tipo occupazionale e produttivo. A ogni modo c’è già una struttura, un luogo fisico da cui partire. E non è poco. Si trova in via Locatelli, due stanze piuttosto ampie ricavate dai locali di un ex supermercato confiscato a un clan della camorra e poi fatto riutilizzare a scopi sociali dall’ex sindaco di Pomigliano, Michele Caiazzo (Pd). Lo staff del Centro d’ascolto è composto da personale dell’Asl Napoli 3 Sud: il direttore del servizio distrettuale di igiene mentale, dottor Carmine Coppola, Rosaria Laudando, psicologa, Marina Rivellini, psichiatra, Carlo Esposito, sociologo e Giovanni Fontana, infermiere professionale.

L’iniziativa è il frutto di una collaborazione tra l’attuale sindaco di Pomigliano, Raffaele Russo (Pdl), e la direzione dell’Asl Napoli 3 Sud, che ha sede nella distante Castellammare di Stabia. “Noi restiamo accanto a chi lotta per non perdere il lavoro”, le parole del sindaco della città delle fabbriche, luogo simbolo del lavoro in Campania e nel Mezzogiorno, durante l’inaugurazione di ieri. Critico l’intervento di don Aniello Tortora, parroco della chiesa del Rosario nonché responsabile della pastorale sociale e del lavoro della diocesi di Nola, che nel definire “importante la creazione di questo centro per i lavoratori” ha ammonito l’Asl a “non smantellare i servizi sanitari nel territorio delle grandi fabbriche”.

Dello stesso tenore di quello di Tortora il commento di Salvatore Sannino, segretario provinciale della Cgil funzione pubblica: “In Campania assistiamo allo smantellamento sistematico dei servizi pubblici da parte delle istituzioni per cui spero proprio che l’Asl 3 non si adegui facendo lo stesso”.

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