Il sindaco Raffaele Russo non indietreggia di un passo e gli operatori ecologici insistono con lo sciopero bianco. Cumuli d’immondizia soprattutto nel centro storico.
Dei novanta comuni della provincia di Napoli Pomigliano è l’unico a rivivere in questi giorni lo spettro dell’emergenza rifiuti. I cumuli si stanno moltiplicando da cinque giorni sui marciapiedi e la situazione sembra quella di alcuni anni fa, quando l’intero hinterland annaspava nella monnezza.
Ma qui, nella città delle grandi fabbriche, il problema è originato da un qualcosa di molto particolare, in salsa tutta locale. I circa 90 netturbini sono infatti scesi sul piede di guerra (è la terza volta in quattro anni) attuando uno sciopero bianco contro la Enam, la società partecipata del comune, erede della fallita Pomigliano Ambiente, che si occupa di nettezza urbana. Gli operatori ecologici, evitando di dichiarare uno sciopero ufficiale, escono con i compattatori dai depositi dell’azienda ma non raccolgono tutti gli scarti che dovrebbero. Ieri hanno anche presentato una denuncia collettiva alla Guardia di Finanza.
A ogni modo per fortuna ieri mattina, giorno della raccolta dell’organico, i netturbini hanno portato via quasi tutti i rifiuti che altrimenti con questa calura avrebbero appestato in poche ore l’aria. Ma i cumuli di tutti gli altri scarti differenziati si stanno lo stesso gonfiando su strade e marciapiedi. In maniera scomposta però. Pomigliano è praticamente tagliata in due. Nella parte nuova, quella residenziale, moderna, i cumuli sono piccoli. Ma guardando il centro vecchio si resta basiti: rifiuti dappertutto, collinette di schifezze dovunque. In via Roma, in via Vittorio Emanuele, a pochi passi dal Municipio e in via Trieste non si possono più utilizzare i marciapiedi, seppelliti sotto tonnellate di immondizie.
La questione intanto è di quelle delicate. C’è un problema finanziario legato alla mancata copertura da parte della Enam dei ratei nella busta paga dei lavoratori, i “rid” relativi alla cessione del quinto dello stipendio: debiti contratti con le finanziarie per l’acquisto di beni di consumo, previdenza completare e quote d’iscrizione ai sindacati. E’ la classica situazione del carne che si morde la coda. La società di nettezza urbana, secondo quanto ha scritto il sindaco, Raffaele Russo, è in sofferenza da molto tempo. L’Enam ha chiesto al tribunale di Nola un concordato con i creditori per sbloccare la situazione. Ma la magistratura non si è ancora espressa.
Nel frattempo i nervi sono a fior di pelle. I cittadini ovviamente si lamentano per le condizioni igieniche in cui versa Pomigliano mentre tra i netturbini e il sindaco c’è polemica a colpi di manifesti, contromanifesti e denunce. Attriti anche tra Russo e l’opposizione Pd, che sta duramente attaccando il primo cittadino con dei comunicati taglienti. Ieri Eduardo Riccio, consigliere comunale nonché esponente politico molto vicino all’ex sindaco Michele Caiazzo, ha rincarato la dose. “Se continuano a non darci tutti i bilanci dell’Enam, tutti i verbali delle assemblee, i piani industriali e il piano economico finanziario li denunceremo alla magistratura penale”, avverte il consigliere democratico.
Dal canto suo l’amministrazione comunale, sempre ieri e sempre con un comunicato, ha replicato così a una precedente presa di posizione di Riccio: “Appare strano che uno dei maggiori responsabili, prima del fallimento della Pomigliano Ambiente e poi dell’enorme «buco» di otto milioni e mezzo di euro lasciato dalla precedente amministrazione, non abbia il pudore di tacere, avendo partecipato in prima persona all’enorme disastro da noi ereditato”.

