Il giudice ha accolto le tesi dell’accusa. Fernando Cantone dovrà sborsare 80mila euro per i due bambini dell’ucciso. Per la sorella, Maria, ex compagna della vittima e madre dei piccoli, è stato aperto un procedimento.
La notte tra il 23 e il 24 ottobre del 2013 uccise il cognato, Michele Caiazzo, imbianchino ed ex guardia giurata, 39 anni, con un colpo di pistola alla testa, mentre dormiva nella cameretta dei suoi bambini. Intanto il gup del tribunale di Nola, Martino Aurigemma, ha condannato per omicidio volontario aggravato Fernando Cantone, trentottenne commerciante di integratori alimentari, a 18 anni di reclusione più 3 anni di libertà vigilata e al pagamento di una spesa provvisionale di 80mila euro da destinare ai suoi nipotini, di 3 e 6 anni, i figlioletti della vittima.
Altri 60mila euro di provvisionale sono stati decisi a favore dei genitori di Caiazzo. 20mila euro, infine, per ogni fratello dell’ucciso. Questa, dunque, la provvisionale. Il risarcimento complessivo alle parti civili sarà quantificato in un secondo momento. La mamma della vittima è stata nominata dal tribunale di Nola curatrice speciale dei bambini. Nel frattempo la posizione della madre dei piccoli, Maria Cantone, 37 anni, compagna di Michele Caiazzo e sorella dell’omicida, è stata stralciata dalla magistratura. Il suo ruolo nella vicenda sarà oggetto di un secondo procedimento. Durante le prime fasi dell’indagine anche Maria Caiazzo venne arrestata. Era sospettata di aver premeditato e favorito l’omicidio insieme con il fratello. Poi però Maria è stata liberata dopo pochi giorni su decisione del giudice per le indagini preliminari.
E’ un omicidio con le caratteristiche del giallo. Fernando Cantone si era costituito ai carabinieri alcune ore dopo il delitto. “Sono stato io a sparare, Caiazzo era violento con mia sorella, ma lei non c’entra niente”, avrebbe confessato. Ma questa versione non ha convinto i militari, che hanno messo sotto torchio fratello e sorella. Interrogatori fiume consumati nella stazione di Pomigliano. Il corpo dell’ex guardia giurata fu ritrovato nel suo appartamento di via Fiume, zona vecchia della cittadina, un modesto alloggio che l’uomo aveva preso in affitto insieme alla sua compagna, con la quale però, stando all’esito delle indagini, non aveva più rapporti da tempo. La notte tra il 23 e il 24 ottobre Fernando Cantone entrò nell’appartamento di Michele Caiazzo.
La vittima predestinata stava dormendo nella stanza dei suoi bambini, che in quel momento stavano riposando in un’altra camera. Cantone impugnava una pistola con matricola abrasa, che aveva acquistato al mercato nero, quindici giorni prima. Quindi, lo sparo: un colpo alla testa di Caiazzo, colto nel sonno. La vittima morì subito. “Michele era una bravissima persona – commenta infine Giuseppe Montanile, legale della famiglia Caiazzo – il gup Aurigemma ha accolto in pieno la richieste del pm di Nola, Ciro Capasso”.

