Rubate tutte le attrezzature a Salvatore Papaccio, il comunale che aveva rinunciato al posto da impiegato per diventare giardiniere e difensore del parco pubblico. Gli utensili razziati in un deposito della villa. Portato via anche il trattore.
Da impiegato dell’ufficio tecnico a giardiniere e custode per scelta del parco pubblico di Pomigliano, per salvare l’unico polmone verde del polo industriale. Due anni fa la storia di Salvatore Papaccio fece scalpore.
Ora però l’impiegato comunale nonché angelo custode del parco è finito nei guai. I ladri gli hanno rubato tutte le attrezzature che utilizzava per tenere pulito e in ordine la struttura realizzata quindici anni fa dal comune, un grande spazio attrezzato dove le famiglie della zona, genitori e figli, trascorrono quel po’di tempo libero che è concesso. I criminali hanno razziato tutto dal deposito dello spazio verde di via Passariello: un trattore, un tagliaerbe, un decespugliatore, una motosega, un tosaerba piccolo, una bicicletta, una cassetta degli attrezzi. Novemila euro di preziosi utensili in grado di ridimensionare il degrado in cui versa la grande area.
“Stamattina – racconta, amareggiato, Salvatore – mi sono messo comunque a lavorare con gli unici attrezzi che mi sono rimasti: una scopa e un rastrello”. Le attrezzature sono state rubate in due raid. Uno è stato messo a segno due giorni prima di Natale. Il secondo la scorsa settimana. Salvatore ha reso noto al pubblico tutto solo l’altro giorno. “Non ce la faccio più – lo sconforto del comunale – non so come fare, come ottenere la collaborazione della popolazione locale per preservare un bene che è del popolo”. Intanto Salvatore si è recato dal sindaco, Raffaele Russo, a chiedere nuove attrezzature. Detto e fatto. Il comune ha espletato una gara per la fornitura degli utensili razziati.
Le attrezzature saranno consegnate al più presto a Papaccio, un perito agrario prestato all’ufficio informatico del dipartimento urbanistico del comune e poi folgorato sulla via di Damasco dal suo credo ambientalista. Nel settembre del 2011 Salvatore ha chiesto e ottenuto dal sindaco il via libera a lasciare gli uffici del comune per occuparsi a tempo pieno del parco pubblico Giovanni Paolo II. Poi però l’inciviltà diffusa e i criminali incalliti hanno reso la vita difficile al protettore del parco. Che prima poteva contare su tre collaboratori. “Ora ce n’è solo uno – racconta – gli altri sono andati in pensione”. L’anno scorso c’è stato una sorta di piccolo miracolo al parco di Pomigliano. Nel laghetto artificiale si sono insediati alcuni uccelli migratori: un airone e due gallinelle.
“L’airone se n’è andato, forse tornerà quest’estate. Ma le gallinelle sono rimaste”, spiega, orgoglioso, l’”angelo” del parco. E’ stato gioco facile per i ladri sottrarre tutte le attrezzature al Giovanni Paolo II. I soliti ignoti hanno segato il lucchetto di acciaio del deposito in cui erano stati riposti tutti gli utensili. Deposito che si trova sotto le volte praticamente distrutte dai vandali, le verande dell’impianto: strutture inutili quanto pericolose realizzate intorno al 2000.





