Pomigliano, i Cobas attaccano la Fiat

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Ieri picchetto di un’ora sullo svincolo di accesso alla fabbrica della Panda. Licenziati e cassintegrati Fiat urlano: “C’è lo straordinario ma tengono lo stesso in cassa a zero ore migliaia di padri di famiglia”.

Fiat di Pomigliano: nel primo pomeriggio di ieri i picchetti dei Cobas durante l’ora nevralgica del cambio turno in fabbrica, quando gli operai del secondo turno entrano per rimpiazzare quelli del primo. All’una il via ai blocchi da parte dei comitati di base guidati da Mimmo Mignano, operaio licenziato quattro anni fa. Ai picchetti hanno partecipato alcuni operai del nuovo reparto logistico di Nola, oltre 300 addetti in cassa integrazione a zero ore per un impianto inattivo da sempre, e un gruppo di studenti universitari della Federico II.

“Il progetto Panda ha messo 3mila lavoratori campani in mezzo alla strada per cui abbiamo paralizzato la catena di montaggio mentre gli operai rimasti bloccati ci esprimono solidarietà”, ha gridato Mignano dal megafono. I picchetti, colorati da striscioni che raccontano il disagio dei cassintegrati, sono stati piazzati sugli svincoli stradali che conducono al grande parcheggio dello stabilimento. Lo sbarramento ha costretto molti operai comandati per il secondo turno a restare inchiodati nelle auto. Cosa che ha dato modo agli attivisti Cobas di parlare ai colleghi in attività.

“Siete sottoposti a ritmi massacranti, producete quasi mille vetture al giorno e fate anche gli straordinari mentre quattromila colleghi campani, padri di famiglia, restano in cassa integrazione: non dobbiamo più dare a Marchionne la possibilità di dividere i lavoratori ”, il messaggio comunicato sul posto ai lavoratori della Fiat da Marco Cusano, operaio in cassa integrazione del reparto logistico. Il blocco, controllato a distanza da un nutrito schieramento di polizia, è durato circa un’ora: nessun incidente.

“E’stato un atto dimostrativo – la spiegazione di Rosario Monda, altro militante Cobas – abbiamo voluto rispondere con questo più che riuscito picchetto a Maurizio Landini e a tutta la Fiom, che invece di dare il via alla lotta per il lavoro preferisce farci manifestare a Roma tra due settimane, delegandi tutta a questa politica che è una bestia affamata”. Il successo dell’iniziativa è stato però seccamente smentito dalla Fiat, che nella stessa giornata di ieri, dalla sede principale di Torino, ha comunicato che “il picchetto non ha intaccato le produzioni Panda”. Per quanto riguarda poi il delicato tema del rientro dei cassintegrati il Lingotto ha specificato che sarà necessario superare la cadenza di mille vetture per dare il via al terzo turno ”.

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