Il primo maggio nel polo industriale napoletano

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Una raffica di vertenze nella regione leader della disoccupazione. Ieri i picchetti dei Cobas alla Fiat. Il giorno prima l’arrivo di Landini. E stamane, sempre a Pomigliano, l’assemblea internazionale del lavoro organizzata dallo Slai Cobas.

Ieri la disperazione consumata davanti ai cancelli della Fiat dai militanti Cobas, cassintegrati e licenziati. Picchetti messi a segno insieme ai giovani studenti universitari della Federico II. Due generazioni a confronto unite dal dramma del lavoro che non c’è e che quando c’è fa solo soffrire, sospeso tra precarietà, salari da fame e tanta, tanta disoccupazione. In questo quadro funesto si consumerà la festa del primo maggio del polo industriale.

Una fase negativamente caratterizzata dalle vertenze Fiat, Marelli, Wcl, Ipercoop, Avio. Ammontano a 1390 i cassintegrati della Fiat di Pomigliano. C’è un programma appena avviato che ne prevede il rientro a rotazione da questo mese fino luglio. Ma solo per 650 addetti e solo per un periodo brevissimo, di cinque settimane di lavoro al massimo. Ormai negli ambienti sindacali la voce serpeggia insistente: “ per garantire l’occupazione a Pomigliano e nell’indotto non basta la produzione della sola Panda ”. L’utilitaria made in Pomigliano, nonostante un mercato catastrofico, tira. 900 vetture al giorno prodotte.

Cifre che però secondo il Lingotto non consentono il rientro stabile dei 1390 cassintegrati della fabbrica madre, dei 303 del reparto logistico di Nola e dei 750 dell’ìmpianto di componenti di Poggioreale. Per queste ultime due realtà un tempo produttive c’è un inquietante incognita legata alle missioni future, che al momento non sono neanche sulla carta. E su tutto quanto pesa la scadenza della cassa integrazione straordinaria per 1100 lavoratori dell’indotto. Gli ammortizzatori sociali scadranno entro la metà di luglio.

Difficilissimo anche il momento che sta attraversando la grande distribuzione, in particolare in provincia di Napoli. La cooperativa toscana Unicoop Tirreno ha annunciato la chiusura dell’Ipercoop di Afragola, un impianto di 226 dipendenti ubicato nel popolato triangolo composto dagli altri territori limitrofi di Acerra e di Casalnuovo. Complessivamente ammontano a 250 i licenziamenti annunciati nell’organico composto dai 662 addetti degli ipermercati di Afragola, Quarto e Avellino e dei due negozi di Napoli-Arenaccia e Santa Maria Capua Vetere. Intanto il comparto di Afragola teme di fare la stessa fine di quello ex Carrefour di Casoria, lo storico Euromercato chiuso per sempre quasi tre anni fa a seguito di una misteriosa cessione: 200 addetti in cassa integrazione che tra pochi mesi resteranno senza soldi e senza posto.

Per questo e per tanti altri drammi relativi a realtà produttive piccole e per questo, purtroppo, “invisibili”, stamane lo Slai Cobas ha organizzato a Pomigliano la festa del primo maggio. Appuntamento dalle 10 nell’aula consiliare del comune. L’evento punta sul tema della donna “come fattore trainante del movimento operaio”. Tra le protagoniste della manifestazione ci sarà Antonietta Abbate che, con Mara Malavenda, leader fece annullare, grazie a una sentenza storica, del 1989, l’accordo siglato tra Fiat, Fiom, Fim e Uilm per l’assunzione di soli uomini con qualifica operaia. Un’iniziativa che aprì le porte della fabbrica alle prime 115 operaie.

In programma anche la testimonianza di Anna Solimeno, che nel giugno 2010 con la sua “lettera di una mamma operaia” alla figlioletta Mayra fece ritirare lo spot della Fiat su Fabbrica Italia. Quindi Maria Molinari, nata ad Hochenheim, Germania, da famiglia di emigrati Italiani e moglie di un operaio Fiat. Ma l’altro filo conduttore del primo maggio a Pomigliano sarà la globalizzazione del dramma lavoro. Per questo motivo saranno qui stamane Durvalina Basso, brasiliana, operaia Fiat, Lidia Garcia, spagnola, moglie di un operaio Fiat, Indira Pineda, della Federazione delle Donne Cubane, Petros Kipouropoulos, del sindacato greco P.A.M.E. E su lavoro e diritti parlerà uno dei più noti avvocati di Napoli, Pino Marziale, protagonista di tante battaglie giudiziarie ( molte quelle vinte ) con la Fiat.
(Fonte foto:rete internet)

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