In un messaggio del segretario cittadino dei democratici, Michele Tufano, e del consigliere comunale Eduardo Riccio, gli esponenti del partito di Renzi denunciano presunte anomalie nel piano per l’impianto di trattamento dei rifiuti.
Il digestore è da tempo un pallino della giunta di Pomigliano, retta dal sindaco di Forza Italia Raffaele Russo. Un progetto che il consiglio comunale qualche giorno fa ha voluto avallare a maggioranza con l’approvazione del piano industriale presentato dalla Enam, la società di nettezza urbana controllata dal comune. Si tratta di un impianto, formato da silos, che produce concimi chimici ed energia dalla decomposizione e dai gas dei rifiuti sottoposti a un processo di decomposizione anaerobica, vale a dire in assenza di ossigeno.
Dovrebbe essere dislocato in località Aria di Settembre, campagna devastata dal degrado ambientale, zona a nord di Pomigliano, al confine con i comuni di Acerra e di Casalnuovo. Questo progetto è sempre stato giudicato dalla Enam, e dalla maggioranza politica di centrodestra che governa la città delle fabbriche da più di quattro anni, come la via di uscita dai problemi finanziari che attanagliano questo settore dei servizi municipali e anche come la possibilità di dare il via al concreto rilancio della stessa società partecipata.
Ma in un lungo comunicato, diramato dal segretario cittadino del Pd, Michele Tufano, e dal consigliere comunale Eduardo Riccio, i democratici elencano quello che per loro risulta sostanzialmente come “un progetto irrealizzabile, privo dei necessari passaggi amministrativi e finanziari e che per questo motivo non poteva finire all’interno di un piano industriale di per sè incongruente”.
Ecco il contenuto integrale del messaggio del Pd di Pomigliano:
“La realizzazione di un impianto di digestione anaerobica necessita dell’inserimento nel Piano Regionale dei Rifiuti e, dell’impianto, nel P.R.R. della Regione Campania, dove non ce n’è traccia. Seconda questione è la sostenibilità economico – finanziaria: 26 milioni di euro sono una cifra assolutamente insostenibile per le casse comunali vessate da tagli continui e, ancor di più, per le casse della ENAM S.p.A., alle prese con un’ istanza di concordato preventivo. Non so cosa possa pensare (e decidere) un giudice della Fallimentare al quale si prospetta, da un lato, una situazione di criticità economico – finanziaria e, dall’altro, gli si presenta un piano industriale che prevede un’ esposizione economica assolutamente impensabile per una società partecipata in house.
Si obietta che la metà del finanziamento viene erogato dalla Regione Campania: altra bufala visto che la Regione non finanzierà mai un’ opera non inserita nel Piano Regionale dei Rifiuti; inoltre, come ben noto, i finanziamenti regionali sono legati ad una dettagliata attività di progettazione che la società ENAM S.p.A. ha affidato all’esterno ma senza nessun risultato concreto, visto che il Progetto preliminare allegato al Piano industriale è assolutamente privo di fattibilità concreta.
Ultima considerazione è che la società in house providing, anche alla luce delle ultime disposizioni comunitarie, è tenuta a svolgere la propria attività esclusivamente per conto del socio pubblico. Il Partito Democratico ormai da tempo pone la necessità di rimuovere il management ENAM (peraltro ancora nel numero di 3 membri nonostante il Decreto Monti sulla spending rewiev li riducesse ad 1 esterno e due funzionari comunali) dimostratosi incapace di attrarre fonti di finanziamento per rilanciare l’Azienda e di tenere relazioni sindacali rispettose delle prerogative delle OO.SS. e soprattutto rispetto della dignità dei lavoratori.
Lo sforzo fatto dai cittadini con l’aumento della TARSU del 40% e l’aumento del contratto di servizio a quasi 9.000.000 di euro non ha portato nessun risultato concreto in termini di rilancio aziendale. Per quel che riguarda poi l’impianto di digestione anaerobica, è evidente che se la ricerca scientifica nutre anche qualche minima preoccupazione sui rischi alla salute dei cittadini sia doveroso accantonare un progetto, peraltro irrealizzabile”.

