Guerra aperta tra Amedeo Laboccetta e i Democrat. Ieri il presidente della Gori aveva accusato la Festa dell’Unità “di aver rubato l’acqua” con allaccio abusivo. Dura la replica di Michele Tufano, segretario locale del Pd: “Lo quereleremo”.
Si accende la polemica a Pomigliano, dopo le dichiarazioni di Amedeo Laboccetta, vicecoordinatore campano di Fi e presidente della Gori, che ieri in una nota, aveva accusato gli organizzatori della Festa del l’Unità di rubare “l’acqua con un allaccio abusivo. Il Pd se vuole l’acqua per la sua festa, la paghi come la pagano tutte le famiglie oneste e perbene della provincia di Napoli”, aveva inveito Laboccetta, scatenando l’ira dei Democrat.
Oggi la replica del segretario locale del Pd, Michele Tufano, il quale annuncia azioni legali contro l’esponente azzurro. “Laboccetta si vergogni – sbotta Tufano – l’unico abusivo è lui. Abbiamo dato mandato ai legali di provvedere a querelare Laboccetta per diffamazione. La fornitura idrica per la Festa ci è stata donata da un privato. Laboccetta smetta di utilizzare la Gori ai fini di propaganda politica e impari a non fidarsi dei suoi galoppini locali che gli fanno diffondere notizie false. Ne va della sua reputazione già ampiamente compromessa”.
Secondo il presidente della Gori, invece, i fatti sarebbero veri, e l’allaccio abusivo sarebbe stato staccato in mattinata da alcuni operai della società: “Eccola la doppia morale dei comunisti – sottolinea – chiedono la mia testa per una inesistente incompatibilità alla presidenza della Gori e poi rubano l’acqua per la festa dell’Unità di Pomigliano, allacciandosi abusivamente alle condotte idriche. Gli operai Gori hanno sventato una vera e propria truffa ai danni della società. E pensare che proprio dal Pd si levarono voci sdegnate contro la mia legittima indicazione al vertice della Gori, parlando, proprio loro, di questione morale. Possono cambiare i simboli e i nomi dei partiti, ma il doppiopesismo dei comunisti è sempre duro a morire. Purtroppo, per due giorni hanno bevuto a sbafo a spese della collettività, ma appena ce ne siamo accorti, siamo prontamente intervenuti”.





