Alcuni membri del Cda dell’Enam hanno inviato una nota di precisazione dopo un nostro articolo sul rinnovo del consiglio di amministrazione.
In merito ai contenuti dell’articolo a firma del sig. Pino Neri, pubblicato in data 5 gennaio 2014 avente ad oggetto il rinnovo del Consiglio di Amministrazione della società in house ENAM S.p.A., desideriamo operare le precisazioni che seguono:
il mandato è stato rinnovato proprio perchè l’Amministrazione Comunale ha ritenuto di gran pregio il lavoro svolto dal management nominato nel giugno del 2010. Si ricordi che sulla società pendeva istanza di fallimento ascrivibile alla grave situazione debitoria generata dalla precedente gestione e sfociata in procedimenti giudiziari a carico degli amministratori dell’epoca.
La riduzione dello stipendio per quindici dipendenti, riportata dal giornalista, rappresenta in realtà il punto di incontro tra l’azienda e le organizzazioni sindacali per evitare il licenziamento collettivo avviato con le modalità di cui alla L. 223/91.
Tralasciando ogni considerazione sul riferimento a parentele o colleganze politiche, grave anzi gravissimo è l’accostamento tra il rinnovo del C.D.A. e la vicenda dell’arresto in flagranza di esponenti politici dell’Amministrazione comunale di Pomigliano d’Arco. Ed invero, nessun collegamento può esserci tra la gestione dei rifiuti operata dall’ENAM con la vicenda richiamata posto che il servizio di smaltimento di alcune matrici di rifiuti è stato da sempre assicurato direttamente dal Comune attesa l’inesistenza in capo alla società in house dei titoli abilitativi e degli automezzi specifici per il trasporto degli stessi. Infine, è fantasiosa la ricostruzione della vicenda relativa allo sciopero dei dipendenti Enam.
È grave affermare l’esistenza di dubbi sulla violazione della normativa vigente della delibera di assemblea dei soci del 30/12/2013. Sul punto risulta sufficiente evidenziare che la riforma legislativa cui si fa riferimento:
a) non sembra applicarsi alle società in house providing;
b) il Legislatore riconosce la possibilità e non l’obbligo di sostituire due membri del C.D.A. con dirigenti comunali;
c) nello specifico proprio per la carenza di idoneo personale interno alla macchina comunale, ha indotto il Socio a riconfermare il C.D.A. ENAM;
d) totalmente errato è il riferimento al mancato taglio del 10 % così come il richiamato premio di risultato che, come suggerisce la stessa denominazione, non può che essere eventuale.
Illustre Direttore, in forza di quanto precisato, è innegabile che l’articolo da voi pubblicato accosta situazioni e vicende lontani anni luce tra loro e non rende per questo, un buona informazione. Tanto si doveva per la puntuale e precisa descrizione dei fatti.
Dr. Nicola Di Raffaele Dr. Michele Cantone Avv. Fabio Sarro
(>Fonte foto: Rete internet)





