Ne ha dato notizia Vittorio Granillo, leader dello Slai Cobas. I fatti giudicati dal tribunale di Nola risalgono però al 2008.
I fatti risalgono al 2008 ma la recentissima sentenza del tribunale di Nola, risalente a qualche giorno fa, che ha dichiarato illegittima la sospensione di un lavoratore che aveva scioperato, sta facendo ringalluzzire il fronte del no ai sabati lavorativi nella Fiat di Pomigliano.
Questo perché Luigi Aprea, operaio e attivista dello Slai Cobas, il sindacato degli autorganizzati degli ex dipendenti dell’impianto automobilistico Vittorio Granillo e Mara Malavenda, ha appena vinto un contenzioso giudiziario con l’azienda, guidata dall’inflessibile amministratore delegato Sergio Marchionne. Aprea era stato sospeso per otto giorni, dal 10 al 18 gennaio del 2008, per essersi reso tra i protagonisti dello sciopero, effettuato l’8 gennaio precedente, e dei conseguenti cortei interni alla fabbrica, contro l’annuncio di chiusura temporanea delle produzioni. Un’iniziativa voluta da Marchionne per “rieducare” il personale dello stabilimento attraverso due mesi di corsi di formazione puntati sul Wcm, il sistema organizzativo adottato dal professore nipponico, nonché consulente Toyota, Hajime Yamashina.
Ma dall’annuncio di due mesi di stop scaturì uno sciopero immediato. Ne fecero le spese con un provvedimento di sospensione 8 tra attivisti e delegati sindacali dello stabilimento, tutti operai, alcuni della Fiom, altri dello Slai, tra i quali, appunto, Luigi Aprea. Ma alla fine la lentissima macchina burocratica del tribunale di Nola, dopo sei anni, ha stabilito che quella sospensione è stata illegittima. Il giudice della sezione lavoro, Francesca Fucci, una sezione flagellata dalla cronica carenza di personale, ha condannato la Fiat al risarcimento ( 800 euro ) delle giornate di lavoro perse dall’operaio per quell’allontanamento ritenuto ingiusto.
“Ora voglio proprio vedere cosa potrà mai escogitare Marchionne dopo la sua denuncia propagandistica per minacce e sabotaggio – il commento beffardo di Vittorio Granillo – come farà ? Visto anche che il giudice ha praticamente detto che è lui a minacciare i lavoratori attraverso sanzioni illegali e con piani messi sui giornali che stanno solo sfasciando Pomigliano e l’intero gruppo Fiat”. Un’accusa al curaro a cui l’azienda non intende replicare. La situazione politica e sindacale attorno alla Fiat di Pomigliano e in tutto il territorio napoletano è più rovente del clima di questi giorni. Dopo gli scontri davanti alla fabbrica del 15 scorso, primo dei due sabati di recupero produttivo, lo Slai Cobas e la Confederazione Cobas hanno indetto un secondo sciopero per il secondo e ultimo sabato di recupero, programmato per il prossimo 22 giugno.
La Fiom deciderà oggi il da farsi. Le proteste puntano soprattutto sul fatto che il Lingotto per smaltire gli aumenti produttivi preferisca utilizzare solo gli operai in attività senza aprire le porte dello stabilimento ai 2400 cassintegrati (indotto compreso) rimasti a casa da anni.


