Il presidente della società pubblica di nettezza urbana, Nicola Di Raffaele, ha concordato con la Regione un percorso per uscire dalla crisi finanziaria. La proposta del manager: “Salari più bassi per tutti e contratti part-time”.
Venti giorni di tempo per evitare i licenziamenti, che risulterebbero i primi tagli agli organici in un’azienda pubblica campana della nettezza urbana. La Regione e il presidente dell’Enam, Nicola Di Raffaele, hanno concordato ieri, nella sede dell’Ormel, l’Osservatorio regionale del Lavoro, la scadenza fissata per l’avvio della mobilità nell’azienda controllata dal comune di Pomigliano: 15 ottobre.
Di Raffaele intanto detta le condizioni per scongiurare il licenziamento collettivo di quindici impiegati. “Riallineamento dei salari e contratti part-time”, la ricetta proposta dal manager pubblico. In soldoni si tratta di ridimensionare drasticamente gli stipendi. Non si sa, però, se per tutti i 140 dipendenti. Intanto i sindacati hanno poco tempo per stipulare un accordo finalizzato al salvataggio dei posti di lavoro. Ma il presidente dell’indebitata Enam stavolta sembra irremovibile. Finora si è andati avanti con ripetute proroghe della decisione, presa a gennaio, di licenziare gli impiegati, i cui salari, “stellari”, secondo l’azienda pubblica, “del tutto ordinari” secondo le organizzazioni di categoria, hanno fatto scatenare una raffica di polemiche.
La tensione tra le parti era salita alle stelle all’inizio dell’anno, quando proprio Di Raffaele aveva parlato, mostrando dati e cifre, quello che in base alle prove fornite dal manager si profilava come un vero e proprio scandalo, lo scandalo degli stipendi d’oro. Il dirigente Enam in conferenza stampa aveva illustrato ai giornalisti la lista degli emolumenti annuali agli organici da eliminare. Dalla lista è emerso che nell’azienda Nu controllata dal comune un impiegato di settimo livello percepisce 88mila euro lordi di stipendio l’anno mentre un impiegato di sesto livello qui può guadagnarne 68mila. Uno di quarto deve invece “accontentarsi” d’intascarne circa 48mila.
Ma c’è stato chi, tra gli stessi dipendenti della partecipata, ha contestato con forza questi dati. “Notizie false e fuorvianti, guadagniamo molto meno: le cifre sono state gonfiate in modo strumentale”, la difesa dei colletti bianchi. Intanto la fuoriuscita del personale individuato in esubero non sembra facile. Se tra due settimane dovesse essere concretizzata rappresenterebbe il primo provvedimento del genere in un’impresa della nettezza urbana controllata dallo Stato, almeno in Campania. “Io devo salvare l’azienda”, aveva dichiarato Di Raffaele durante la presentazione degli esuberi. Nessuna impresa comunale del settore ha mai “osato” tanto nella regione per eccellenza dell’emergenza rifiuti.
Nel mastodonte Asia, nella Igica di Caivano, nella Casoriambiente, nella Campania Felix di Nola, nella Multiservizi di Castellammare di Stabia la parola licenziamento resta tabù. Che vuole sfatare Di Raffaele, manager molto vicino al centrodestra del presidente della giunta provinciale, Luigi Cesaro, chiamato due anni fa alla guida dell’ Enam dal sindaco di Pomigliano, Raffaele Russo, il leader locale del Pdl. Russo alle comunali del 2010 ha espugnato la storica roccaforte del centrosinistra, la città delle fabbriche, dei tanti operai e impiegati, molti dei quali stanno soffrendo da anni nel calvario della cassa integrazione nelle aziende private, Fiat in testa.

