Iniziativa di “Per una nuova primavera ottavianese”. Non manca il dibattito sui programmi e sulla passata gestione amministrativa, ma la soluzione unitaria appare lontana. Decisivi i prossimi giorni.
Quando manca circa un mese alla presentazione delle liste per le prossime elezioni amministrative, il centrosinistra ottavianese continua a riflettere e interrogarsi, alla ricerca di una sintesi (una soluzione unitaria, per dirla col politichese). Sul tavolo c’è una candidatura certa, quella di Andrea Nocerino, il farmacista che viene dalla società civile e piace tanto ad una parte del Pd.
Ma su Nocerino le perplessità restano molte e non sono pochi quelli che cercano un’alternativa. In questa ottica può leggersi l’iniziativa di sabato scorso, presso l’hotel Augustus di Ottaviano, voluta dal gruppo denominatosi “Per una nuova primavera ottavianese”. Decine di interventi, alcuni dei quali di gente nota per l’attivismo nel centrosinistra (l’ex coordinatore pd Ignazio Franzese, l’ex sindaco Michele Saviano, Oscar Invito e Michele Andonaia di Sel e altri). Numerose le questioni affrontate: la vocazione commerciale perduta, quella turistica da trovare, il palazzo mediceo, la viabilità. Ma della sintesi (leggasi ancora soluzione unitaria) non c’è traccia. Pare, invece, che di qui a qualche giorno possa uscire anche una proposta destinata a dividere ulteriormente la coalizione: non è un mistero che persone come Michele Saviano o Michele Andonaia correrebbero più o meno volentieri per la poltrona di sindaco, se ci fossero le condizioni giuste.
E le divisioni del centrosinistra erano facilmente riscontrabili persino nello schieramento degli esponenti politici all’interno della sala dell’Augustus: avanti c’erano i promotori, comunque contenti dell’iniziativa, e nelle retrovie quelli più vicini al Pd e all’amministrazione comunale uscente, che non nascondevano mugugni e perplessità. Anche perché molti interventi contenevano una netta presa di distanza dalla gestione Iervolino: una posizione legittima ma che a pochi giorni dalla presentazione delle liste è in sostanza altra benzina sul fuoco. Resta, dunque, un generale stato di incertezza, destinato tuttavia a mutare inesorabilmente man mano che la scadenza elettorale si avvicina.

