Somma Vesuviana, le Paranze propongono un piano ecologico per le feste di Castello

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I giovani attivisti e componenti di antiche paranze locali si impegnano a tutelare la montagna dall’inciviltà umana. L’assessore Angri: “Iniziativa lodevole, massima disponibilità a collaborare”.

Mancano pochi giorni all’inizio della festa in onore della Madonna di Castello ed è già fermento per gli ultimi preparativi tra le diverse paranze, antichi gruppi musicali e veri e propri custodi della tradizione religiosa e laica della festa. Vino, cibi della tradizione e strumenti musicali della cultura popolare, una tra tutte la tammorra: tutto è pronto per la prima tappa, per il sabato dei fuochi, primo sabato dopo la Pasqua, quando, alle prime luci dell’alba, inizia l’ascesa verso il punto più alto della montagna di Somma, ovvero incopp ‘o ciglio, là dove, in una piccolissima cappella, ad attendere le paranze c’è Mamma Schiavona, protettrice della Montagna e della città.

Unitamente al piacere di ballare, cantare, condividere il buon vino e le pietanze nostrane, forte e profonda è nelle paranze la devozione verso la Madonna, o meglio verso quella mamma dall’aspetto pacchiano e contadino, dal sorriso rassicurante e materno, a cui soprattutto gli anziani chiedono ogni anno la forza di poter risalire quel monte tanto amato. Devozione per la Madonna ma anche amore per la bella e rigogliosa montagna di Somma che, con i suoi dolci declivi e i suoi suggestivi anfratti, continua a sedurre anche i cuori di tantissimi giovani. Nelle antiche paranze, spesso arroccate e chiuse nei loro confini, da qualche anno sta avvenendo un interessante ricambio generazionale che, restando fedele alla tradizione, ha il merito di aver favorito il dialogo tra i diversi gruppi e l’apertura degli stessi al territorio.

Gradualmente, le paranze stanno perdendo infatti il loro carattere esclusivamente montano e musicale per assumere quello più ampio di gruppo sociale, di luogo di incontro e di confronto, di opportunità di impegno e di cittadinanza attiva. I giovani si sentono attratti dai ritmi e dai riti religiosi della loro terra e, nel contempo, sempre più spiccato diventa in loro il senso di appartenenza e di tutela della bella montagna sommese. ‘A muntagn e ‘ stu core è un bene prezioso che va tutelato e preservato dalla mano della criminalità e dell’inciviltà: è questo l’obiettivo comune di tutte le storiche paranze locali che, quest’anno, sono pronte a unirsi contro chi sporca la montagna durante le feste. Da qui la proposta, a firma di tutte le paranze, per un piano di gestione ecologica delle Feste della Montagna 2013, piano che è stato presentato all’ufficio ecologia di Palazzo Torino.

In pratica le Paranze ”si impegnano – si legge nel documento indirizzato all’assessore all’ecologia Lello Angri – a raccogliere tutti i rifiuti prodotti durante le feste di Castello in sacchi differenziati e di trasportarli in serata in località traversa, per lasciarli in stoccaggio provvisorio in sito adeguatamente delimitato e segnalato. Il giorno successivo ad ogni festa (7 aprile, 2 maggio, 4 maggio), i suddetti sacchi saranno trasportati da addetti delle Paranze, in località Castello, presso i siti usuali di raccolta rifiuti, in modo da consentirne il ritiro da parte dei mezzi comunali, agendo in sinergia temporale con l’amministrazione”. Inoltre, le Paranze, sempre in sinergia con l’amministrazione comunale e con le realtà associative del territorio, promuovono per il 12 maggio una giornata ecologica di raccolta rifiuti a partire da località Castello fino a Punta Nasone (Ciglio), seguendo le abituali vie di percorrenza e le zone limitrofe”.

La proposta è stata accolta con particolare entusiasmo dall’assessore Angri che si è detto “disponibile a mettere a disposizione delle paranze risorse umane e mezzi necessari per la bella iniziativa. Anzi, organizzerò in questi giorni un incontro con le paranze in sala giunta per un ulteriore confronto e per concordare meglio tutti i dettagli dell’interessante proposta.

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