Dal luogo dell’incendio si leva un spessa colonna di fumo nero. L’associazione Rifiutarsi: “Preoccupante la qualità dell’aria nei centri abitati coinvolti dalla ricaduta al suolo dei residui della nube”.
L’incendio divampato ieri in un’industria tessile sita nella frazione Polvica di Nola è stato domato dopo circa 24 ore di intenso lavoro da parte dei Vigili del Fuoco del distaccamento di Napoli e Caserta accorsi con cinque squadre e numerosi mezzi di supporto.
Scatta ora la paura del rischio di inquinamento ambientale così come rende noto l’associazione Rifiutarsi che scrive in una nota: “L’incendio ha generato un’enorme nube tossica nera visibile anche a 10 kilometri di distanza che ricade, a seconda dei venti, verso Nola, Cimitile, Camposano, Cicciano, Polvica e Cancello. A bruciare ingenti quantità di tessuto, plastiche e diverse sostanze chimiche ancora non classificate. L’aria nella zona a ridosso della zona ASI è irrespirabile, anche con maschere anti-gas pizzica fortemente in gola”.
L’associazione invita soprattutto gli abitanti che risiedono a Polvica ad adottare tutte le precauzioni del caso nell’attesa di conoscere i reali effetti del rogo: “Avvertite un medico se si manifesteranno sintomi di intossicazione e lavate accuratamente i prodotti coltivati nei terreni circostanti. Sarebbe altresì d’uopo che le autorità competenti si impegnino nel rilevamento degli inquinanti immessi in atmosfera e di quelli coinvolti nella ricaduta al suolo dei residui della nube visto che il territorio circostante la zona ASI di Nola è una zona a forte vocazione agricola”.
“A preoccupare di più, oggi e nei prossimi giorni, sarà proprio la qualità dell’aria nei centri abitati coinvolti dalla ricaduta al suolo dei residui della nube – conclude il comunicato di Rifiutarsi – Sperando che questa volta l’Arpac e le istituzioni locali non si muovano con la stessa leggerezza dimostrata l’anno scorso con il caso Cereria”.
(Fonte foto: Rifiutarsi)






