Il gruppo liste civiche facenti capo a Franco Ambrosio ha chiesto una convocazione ad horas al sindaco Biancardi per chiarimenti sull’attuale situazione politico-amministrativa cittadina.
All’indomani delle dichiarazioni choc dell’assessore Erasmo Caccavale sull’eventualità di rassegnare le dimissioni, il gruppo delle liste civiche facenti capo a Franco Ambrosio (Progetto Nola, Etica e Politica e Nola ai Nolani) ha chiesto una convocazione ad horas al sindaco Geremia Biancardi tesa ad avere chiarimenti sull’attuale situazione politico-amministrativa cittadina. A nome del raggruppamento civico Ambrosio ribadisce che “se alle esternazioni di Caccavale (non è la prima volta) si aggiungono le assenze di numerosi consiglieri di maggioranza e le votazioni nell’ultimo consiglio comunale, di fatto scaturisce che la maggioranza non ha più i numeri per amministrare”.
“Dalla discussione dell’uscita del comune di Nola dall’Agenzia di Sviluppo e la relativa votazione – tuona Ambrosio –, con 14 voti contrari all’interrogazione dell’opposizione per l’uscita, 6 a favore e 1 astenuto, è netta la sensazione di un malessere amministrativo all’interno della maggioranza. E’ bene precisare ancora una volta che i nostri tre voti a favore della modifica dell’art. 19 dello Statuto della Fondazione Festa dei Gigli rappresentano solo un atto di responsabilità nei confronti della città ritenendo che andava salvaguardata l’Istituzione. Quindi dimostriamo, nei fatti, che la nostra opposizione è costruttiva e non preconcetta ma a questo punto aspettiamo dal sindaco risposte chiare e precise sul suo futuro amministrativo”.
Per Salvatore Maffettone, consigliere comunale in quota Pd, le dichiarazioni di Caccavale “rappresentano la certificazione di un fallimento di questa amministrazione che, poggiando la sua azione amministrativa su un largo consenso (24 su 31) mostra un deficit di condivisione sulle cose da fare. In questa fase gli esponenti del centro-destra sembrano privilegiare strategie di posizionamento personale piuttosto che organizzare un progetto di fine consiliatura”.
Già tempo fa il capogruppo Pdl Cutolo e il sub-commissario Franco Nappi hanno risposto alla sua dichiarazione di fallimento di questa amministrazione elencando tutto quello che in questi tre anni era stato fatto. Cosa è cambiato?
“Le politiche messe in campo in questi tre anni – continua Maffettone –, il più delle volte provengono da sollecitazioni di parte che mal si conciliano con la necessità di affrontare i temi di interesse comune”.
Di fronte ad opere messe in cantiere come l’ex palestra Carducci, il piano traffico, la riqualificazione delle piazze, l’area Travaglia, la riqualificazione di corso T. Vitale, via Cosenza ecc., come risponde?
“Le opere pubbliche in itinere scaturiscono per lo più da progetti precedenti (vedi piano triennale delle opere pubbliche dal 2000) – prosegue Maffettone –; comunque è ovvio che l’amministrazione aveva il dovere di garantire le procedure necessarie. Tuttavia rimarco che manca una visione globale tesa ad un miglioramento della vivibilità della città che vive una crisi profonda, solo in parte effetto della congiuntura sfavorevole; l’esempio più evidente ci è dato dalle dichiarazioni dell’assessore Caccavale quando dice che il piano traffico non è supportato da comportamenti coerenti dell’amministrazione, quindi ciò sta a significare che una responsabilità a livello locale è evidente. Faccio fatica a ricordare opere che abbiano migliorato la situazione della frazione più popolosa (Piazzolla), a meno che non si voglia sbandierare la realizzazione della rotonda di via Nola-San Gennaro (da rifare) o la riqualificazione di via Cosenza dove si è riusciti a scontentare gli stessi residenti, in quanto i lavori sono stati effettuati in modo parziale, senza raggiungere la masseria storica”.
Spesso in consiglio comunale il Pd non partecipa alle votazioni, uscendo dall’aula. Perché?
“E’evidente – continua Maffettone – che il modo più efficace per fare emergere le contraddizioni all’interno della maggioranza (molto evidenti) in un contesto di equilibri di forza, l’unico percorso possibile è il tentativo di far venire meno il numero legale (cosa che avviene di frequente per discordanze nella maggioranza), ma ci rendiamo conto che questa strategia non può essere una regola in modo particolare quando si tratta di provvedimenti di interesse comune dove ci siamo confrontati. Con questo voglio dire che l’opposizione non può essere la stampella di chi ha l’onore, e l’onere, di amministrare”.
Come vede il futuro amministrativo?
“Nel 2014 vedranno il Pd impegnato in una coalizione di centro-sinistra nella quale gli interlocutori privilegiati saranno in primo luogo le forze che hanno sottoscritto la carta d’identità delle primarie (Pd, SeL, Api, Socialisti) –chiosa Maffettone –; staremo attenti ad avere una interlocuzione con schiarimenti civici o di movimenti ispirati da personaggi che hanno avuto responsabilità di governo locale in cerca di sopravvivenza politica. Auspico che la scelta del candidato sindaco provenga da una consultazione democratica”.




