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Il prurito del sindaco nei confronti dell’Associazione neAnastasis

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È imbarazzante vedere come al sindaco di Sant’Anastasia saltino i nervi quando qualche membro di neAnastasis chiede la parola in incontri pubblici. Intanto, i consiglieri comunali amano obbedir tacendo:

Agli amministratori e ai consiglieri comunali di Sant’Anastasia.
Illustrissimi consiglieri comunali, rappresentanti eletti dei cittadini della nostra città, l’associazione civica neAnastasis opera nella nostra città dal 2007 ed ha come principale scopo: promuovere la cittadinanza attiva, ovvero la partecipazione dei cittadini alla cosa pubblica. Uno dei temi, a noi particolarmente caro, è stato ed è la gestione dei rifiuti che tuttora costituisce un punto critico della nostra regione. Crediamo d’aver contribuito all’avvio della raccolta differenziata porta-a porta, avviata dal sindaco Pone nel 2008 e ci siamo battuti, al fine di aumentarne l’efficienza, per la realizzazione dell’isola ecologica.

Per tale obiettivo, il sindaco Carmine Pone ricevette nel 2009 un finanziamento dalla Provincia per la sua realizzazione, ubicata in via Gramsci con l’accordo di avviare i lavori entro ottobre 2010. L’attuale sindaco, Dr. Carmine Esposito, subentrato nel maggio 2010 per un anticipato scioglimento del consiglio comunale, invece di indire la gara dei lavori, con una delibera di giunta datata 5/10/2010, annullò l’atto del suo predecessore ed individuò un nuovo sito in via Petrarca in un’area confinante con l’Istituto Comprensivo “Elsa Morante”. In un nostro dettagliato dossier, che alleghiamo, abbiamo espresso le nostre perplessità circa tale decisione del sindaco, denunciando l’avvenuto cambiamento del sito come conseguenza di una scelta per favorire persone vicine alla propria maggioranza e che la nuova collocazione dell’isola ecologica in una zona attigua all’istituto di c. s. non rispetta la normativa vigente ed il buon senso.

Il dissenso a tale scelta, oltre che dalla nostra associazione è stato espresso da moltissimi cittadini del quartiere Romani e da molti genitori della scuola Elsa Morante che hanno fatto ricorso al TAR e, successivamente, al Consiglio di Stato che il 13/11/2013 ha sospeso l’ordinanza in attesa della sentenza prevista per il 19/3/2013, cosa che ha portato alla chiusura del cantiere. Il sindaco Esposito ha sempre evitato di rispondere nel merito ai puntuali e documentati rilievi che gli abbiamo esposto ed ha cercato, invece, di convincere i cittadini che la mancata realizzazione dell’isola ecologica è frutto del rifiuto di molti cittadini dei Romani ed, in particolare, dell’associazione neAnastasis. In nessuna occasione abbiamo diffuso notizie che l’isola ecologica sia un impianto pericoloso né abbiamo mai tentato di speculare su questa questione.

Il motivo per il quale la nostra associazione ha deciso di ricorrere a voi tutti sono le affermazioni, che spesso travalicano le più elementari regole della democrazia e del vivere civile, che il sindaco esterna sempre più frequentemente in sue interviste e in pubbliche adunanze e persino durante il consiglio comunale, ove non risparmia accuse gravissime e gratuite nei confronti di membri dell’associazione neAnastasis. Ciò è accaduto, ad esempio, durante il consiglio comunale dell’8 agosto 2012 in cui ha additato due membri di neAnastasis, accusandoli di creare tensione nel paese e di essere i responsabili della sua incolumità (è utile ricordare che quel consiglio si svolgeva in condizioni eccezionali, ovvero con l’obbligo dei cittadini che intendevano assistere al consiglio di farsi identificare dalle forze dell’ordine).

Questo grave episodio è stato da noi denunciato all’allora Prefetto di Napoli, Dr. De Martino, alla Procura della Repubblica e alla stazione dei carabinieri di S. Anastasia nonché al Presidente del Consiglio Comunale che avrebbe dovuto stigmatizzare il comportamento scorretto del Sindaco rimanendo invece in silenzio. La crudezza verbale del Sindaco si è manifestata in molte altre occasioni in cui il confronto dialettico era impossibile per il contesto o la particolare situazione. Ricordiamo i continui ed espliciti riferimenti “a quelli della associazione para-politica” che hanno "avuto" le case nella zona Boschetto e Via Romani durante il confronto promosso dal giornalista Francesco De Rosa durante la campagna elettorale che lo portò a divenire sindaco della nostra città, le reiterate citazioni corredate di aggettivi poco educati riferite alle nostre documentate relazioni sul PUC.

In passato abbiamo più volte provato a creare i presupposti per un civile confronto, abbiamo anche invitato persone vicine al sindaco (assessori e consiglieri) a cercare sedi e occasioni per un confronto sereno senza ricevere mai neppure un cenno di risposta nè da lui nè dalle persone invitate a farsi mediatori.

L’ultimo e ancora più inquietante episodio è accaduto mercoledì 5 dicembre durante un incontro pubblico dal titolo “L’amministrazione incontra i cittadini”. Sottotitolo dell’incontro era “..per discutere, proporre, condividere, segnalare e dissentire”. Pensavamo che questo potesse essere l’occasione per un sereno confronto e, invece, abbiamo assistito all’ennesima invettiva a senso unico del sindaco contro neAnastasis, accusandola di essere responsabile dell’interruzione dei lavori dell’isola ecologica. Inoltre non appena individuò tra il pubblico qualche membro di neAnastasis ha detto, tra il faceto e il serio, d’avere il prurito alla loro sola vista e, non appena una di queste persone ha cercato di alzare la mano per chiedere la parola, lo ha invitato ad accomodarsi fuori, consigliandogli di prendersi un caffè a sue spese tra l’ilarità di alcuni dei suoi fedeli seguaci.

Questo episodio potrebbe apparire come puro folklore se non fosse che a pronunciare queste parole sia un sindaco nel suo ruolo istituzionale. Riteniamo che un simile comportamento non sia consono al ruolo che il responsabile della città debba avere nei confronti dei suoi concittadini; egli, pur espressione di una maggioranza politica, è il sindaco di tutti e per tutti, perciò riteniamo che abbia il dovere di ascoltare tutti e di riportare e indirizzare le istanze dei singoli e dei gruppi al bene comune.

Siamo sinceramente preoccupati per il clima che il sindaco sta creando nel paese, che mette una parte contro l’altra con episodi di violenza verbale, spesso offensivi nei confronti dei cittadini (vedi frasi denigratorie nei confronti dei cittadini dei Romani colpevoli solo di non essere nati a S.Anastasia) e di membri dell’ associazione. Ci preoccupa, inoltre, l’assordante silenzio del consiglio comunale, che su tali episodi dovrebbe esprimere il proprio dissenso e lavorare per ricostruire l’armonia tra i cittadini e tra le diverse parti del territorio per recuperare tutti al progetto del bene comune. Ai membri del consiglio che sostengono il sindaco e agli assessori, ci permettiamo di ricordare che il silenzio spesso è una forma di consenso e non attenua le responsabilità ma le ingigantisce e li preghiamo di lavorare nel senso precedentemente esposto.

Il disagio che viviamo, unito a quello di tanti liberi cittadini sempre più esterrefatti per le parole “in libertà” del sindaco, ci spinge a ricorrere a Voi (prima di informare organi di garanzia sopracomunali come il Prefetto di Napoli) con la viva preghiera di non sottovalutare questa nostra richiesta. Riteniamo infatti che sia doveroso discutere alla luce del sole in consiglio comunale dei fatti qui esposti per salvaguardare la democrazia e la civiltà della nostra comunità.

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