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Nola. Velardi: “Il villaggio preistorico continua a non avere un domani”

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Il responsabile Cgil zona nolana rincara la dose e dichiara: “Il sito, ridotto a palude, è diventato il caso più eclatante di incuria e di abbandono del nostro patrimonio archeologico, artistico e culturale”.

Avevamo preso atto della fermezza con cui il sindaco Biancardi il giorno 13 settembre scorso aveva dichiarato testualmente “siamo pronti ad opporci con ogni mezzo ad ipotesi di interramento del villaggio preistorico di Nola” e che, grazie al fatto che "con la nuova giunta regionale di centrodestra esiste maggior feeling e unità di intenti", si sarebbe potuto evitare l’interramento del prezioso sito.

Non intendiamo certo polemizzare con l’avv. Biancardi su questo continuo e, per la verità poco rassicurabile, richiamo all’affinità politica tra comune, provincia e regione (e fino a qualche tempo fa anche con il Ministero e con il Governo Berlusconi): ognuno, infatti, è libero di scegliere le "affinità elettive" che gli sono più congeniali. Ci interessa, invece, sottolineare che la collaborazione istituzionale (qualunque siano i colori politici dei vari soggetti istituzionali) rappresenti sempre un valore in sé, capace di produrre effetti positivi per la risoluzione dei problemi dei cittadini e delle realtà territoriali. Quello del Villaggio Preistorico di Nola rappresenta, forse e purtroppo, l’esempio più concreto del fallimento istituzionale a tutti i livelli.

La "collaborazione tra i diversi soggetti" aveva portato allo studio dell’AMRA, i cui risultati sono noti a tutti. Avevamo sperato che alle linee operative indicate dagli studiosi (che prevedevano stanziamenti economici poco rilevanti) fossero seguiti interventi veloci e definitivi.
Abbiamo, invece, assistito all’ulteriore colpevole inerzia da parte di amministratori comunali, provinciali e regionali, "affini" nella politica e nell’immobilismo. Il Sindaco di Nola, dopo un lungo silenzio, si è improvvisamente svegliato quando, nel mese di luglio scorso, la Soprintendenza annunciò l’interramento del Villaggio, per salvaguardare quello che ne è rimasto.

A seguito di quell’annuncio il Sindaco Biancardi il 13 settembre scese sul campo di battaglia, con proclami e dichiarazioni barricadere e promuovendo un ennesimo incontro con i tecnici, i rappresentanti delle Associazioni e gli amministratori locali e regionali. Nuove e più aggiornate promesse sono venute dall’incontro del 15 settembre. Le opere necessarie per salvaguardare quel che resta del sito e per valorizzarlo sarebbero state avviate in tempi rapidissimi, ma fino ad oggi nulla si è mosso.

In sintesi abbiamo avuto la seguente sequenza temporale: a seguito della denuncia dell’allora Presidente di Meridies, Angelo Amato de Serpis, nei mesi di novembre-dicembre 2010 vi fu la mobilitazione delle Associazioni del territorio nolano per denunciare lo stato di abbandono del Villaggio Preistorico; nel mese di aprile 2011 fu consegnato lo studio AMRA (sono trascorsi ben 18 mesi); nel mese di luglio 2012 la decisione dell’interramento da parte della soprintendenza; nel mese di settembre 2012 l’ennesimo proclama del Sindaco Biancardi contro l’interramento. Dopo ben 2 anni nessun impegno è stato mantenuto. Intanto l’attenzione dei giornali, dei libri e delle televisioni nazionali (specializzati e non) è stata continua.

Non hanno mancato di denunciare la vergogna di tutto ciò. Il Villaggio Preistorico di Nola è diventato il caso più eclatante di incuria e di abbandono del nostro patrimonio archeologico, artistico e culturale. Una palude ha preso il posto di quella che un tempo era la "Pompei della preistoria". Il nostro amico Angelo de Serpis ha avuto davvero ragione nel titolare il suo ultimo lavoro "Il giorno senza domani". Forse già immaginava che, dopo 4000 anni, il Villaggio Preistorico di Nola avrebbe continuato a non avere un domani!

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