Il Vescovo di Nola rompe il silenzio sulle manifestazioni in difesa della Terra dei Fuochi e afferma: “Sono stati commessi errori enormi: un cambio di rotta è doveroso”.
Alla vigilia della manifestazione "Il Triangolo della vita", in programma domani mattina a Nola per denunciare lo sversamento illecito di rifiuti tossici che da anni avvelena anche l’agro nolano, si fa sentire la voce del Vescovo della diocesi di Nola Beniamino Depalma.
Con un messaggio pubblico in cui dichiara di provare le stesse emozioni dei cittadini in protesta per il proprio territorio, il Vescovo non esita a denunciare responsabilità disattese, dichiarando: "Il grido di giustizia e verità che si leva da questo territorio, unito al pianto di tantissime famiglie visitate da una morte invitata dall’incuria politica e amministrativa, mi spinge ancora una volta a rassicurare quanti protestano e soffrono: la Chiesa di Nola è vicina a voi, condivide la vostra rabbia per lo scempio del nostro territorio, condivide la vostra rabbia per l’inadempienza di quanti, attraverso l’esercizio del vostro voto, avete scelto per curare il bene comune ma soprattutto condivido il vostro desiderio di rinascita, la vostra richiesta di attuare immediatamente progetti di risanamento che possano dare una possibilità di futuro alla nostra terra, una possibilità di futuro a noi tutti".
Così, il presule di Nola rompe un silenzio che, nel novero delle polemiche sorte intorno alla manifestazione nolana per conto di movimenti politici e sociali sospettosi di presunte strumentalizzazioni partitiche, era già stato frainteso da alcuni come disinteressamento. Rispondendo in maniera implicita a queste accuse, il Vescovo Depalma menziona gli appelli da lui stesso lanciati nel 2001 e nel 2010 per richiamare l’attenzione sulla difesa della salute dei cittadini e chiede alle istituzioni politiche operazioni di recupero del territorio, dicendo:
"La Chiesa non è chiamata in primo luogo ad impartire indicazioni d’ordine tecnico e politico, ma si sente tuttavia impegnata, fortemente ed ineludibilmente, sul fronte della tutela del creato e delle realtà terrestri che costituiscono il luogo del nostro vivere e del nostro operare. Per questo, insieme a voi, la Chiesa di Nola chiede – usando le stesse parole utilizzate anni fa – alle pubbliche autorità impegni precisi. Chiede anzitutto che sia salvaguardato, tutelato e incrementato il diritto fondamentale e costituzionalmente già garantito alla salute, all’incolumità e alla salubrità dell’ambiente calpestati da una amministrazione caratterizzata da strabismo e miopia e indirizzata esclusivamente all’ordinario: è il tempo del futuro, è il tempo di programmazioni serie ed efficaci, e non solo per affrontare il dramma della trasformazione della nostra terra in inferno. Sono stati commessi errori enormi, anche a causa dell’indifferenza di ciascuno: ma un cambio di rotta è possibile, anzi, è doveroso".
Senza fare accenno alla manifestazione di domani ma rivolgendosi a quanti presumibilmente vi parteciperanno, Depalma ottempera al suo ruolo di guida della chiesa nolana invitando alla speranza: "La soluzione allo scempio non può essere la fuga – dichiara ancora il Vescovo – La soluzione allo scempio deve essere la bonifica, da condurre con serietà e competenza ma soprattutto vigilando ed evitando che possa divenire ennesima occasione di profitto per la criminalità. La nostra terra vive un momento di notte e ognuno di noi, come scrive il profeta Isaia, si chiede “Quanto resta della notte?”, come lui dobbiamo rispondere “Viene il mattino, poi anche la notte; se volete domandare, domandate, convertitevi, venite!”, dobbiamo continuare a domandare, a far venire fuori ad alta voce il nostro desiderio di futuro, l’amore per la nostra terra, l’amore per il dono più prezioso fattoci da Dio: la vita".





