Lunedì 19 i sei candidati sindaci sono stati invitati a un confronto dalle comunità parrocchiali nolane. Una riflessione condivisa e allargata dall’Azione Cattolica, alle altre città delle diocesi chiamate al voto dall’Azione Cattolica.
Si avvicina l’appuntamento con le urne e le comunità parrocchiali di Nola, chiamate col resto della cittadinanza ad eleggere il nuovo consesso comunale, hanno promosso un incontro con i sei candidati sindaci di questa tornata elettorale per avviare una riflessione sull’impegno pubblico.
Traccia di questo confronto, che si terrà lunedì 19 maggio presso l’auditorium di Piazzolla, è una nota diffusa dalle comunità parrocchiali, in cui si dichiara: “La nostra Chiesa locale vuole ancora una volta ricordare a tutti, elettori e candidati, che la politica è una maniera esigente di vivere l’impegno cristiano, non solo nel momento elettorale ma quotidianamente.
Ogni cristiano è chiamato a cooperare con interesse ed attenzione all’amministrazione delle nostre Città come alla vita del nostro Paese. Occorre prendere sul serio la politica come dovere di ogni uomo di realizzare insieme il bene dalla Città e del Paese, sia attraverso la scelta di persone adeguate per moralità e competenze, sia attraverso la partecipazione alla vita pubblica nelle varie forme in cui essa si concretizza: vita politica di partito, cittadinanza attiva, volontariato nelle sue diverse forme”.
Richieste precise ai candidati, anticipate già nel testo trasmesso dalle parrocchie: “Il bene comune ha delle esigenze concrete alle quali occorre dare risposte a partire dal livello locale: salvaguardia dell’ambiente, buona organizzazione amministrativa, attenzione alle necessità essenziali della famiglia, comunità di persone e prima società umana, e dunque il lavoro, l’abitazione, l’educazione e l’accesso alla cultura, i trasporti, la salute e la libera circolazione delle informazioni per consentire sussidiarietà e una reale partecipazione alle scelte che la riguardano. Essere cristiani non significa solo occuparsi dell’altro mondo, ma cominciare a vivere bene qui ed oggi”.
Richieste precise agli elettori, invitati ad affrontare seriamente l’impegno delle elezioni: “Chiediamo innanzitutto agli elettori che, superando sfiducia e stanchezza, non rinuncino ad esercitare il diritto di voto che è sacrosanto e prezioso e scelgano tra i candidati quelli che diano garanzie di rispetto delle istituzioni e delle regole democratiche e disponibili a far prevalere gli interessi della comunità, professionalità ed impegno civico, sensibilità etica e coerenza, autonomia rispetto a pressioni e condizionamenti familiari, malavitosi, di partito, di settori economici”.
Allo spunto di riflessione avviato dall’insieme delle comunità parrocchiali nolane si è aggiunta la voce dell’Azione Cattolica della diocesi di Nola, che ha rivolto un medesimo sprone alla serietà del voto, invitando in particolare la comunità cristiana a non cadere nella tentazione del voto clientelare. Un invito esteso a tutti i territori diocesani chiamati alle urne. “I segnali provenienti dal territorio sono contraddittori” – dichiara il presidente dell’Azione Cattolica della diocesi di Nola, Marco Iasevoli – “da un lato occorre constatare, con amarezza, che nelle nostre cittadine il “gioco” resta ancora in mano a pochissime persone che da lunghissimi anni riescono ad orientare la vita politica e amministrativa. Allo stesso tempo, registriamo come segni di speranza quei laboratori di partecipazione politica che, nati ben prima della tornata elettorale, sono sfociati nell’impegno generoso di singole persone o di gruppi di cittadini”.
Iasevoli ha dichiarato ancora: “Come associazione di laici credenti più diffusa sul territorio della Diocesi di Nola avvertiamo l’urgenza di dire che una delle cause del degrado delle nostre città è proprio il voto clientelare sganciato da ogni interesse verso il bene comune. Il nostro è un appello in prima battuta agli elettori, perchè riprendano tra le mani il proprio futuro con scelte libere e consapevoli. In seconda battuta, a coloro che saranno chiamati ad amministrare le città, perchè ripartano dai più deboli, dai giovani e dalle famiglie oppresse dalla crisi. Infine ai candidati che si rivedono nella Dottrina sociale della Chiesa, perchè in questi ultimi giorni di campagna elettorale diano voce alla speranza e non al rancore”.





