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Napoli. Convegno sulla ripubblicizzazione della gestione del servizio idrico dell’Ato 3 Campania

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All’incontro, svoltosi lo scorso 15 ottobre a Santa Maria la Nova, è intervenuto il Prof. Avv. Marcello Clarich dell’Università LUISS di Roma, che ha risposto alle domande dei diversi sindaci presenti.

Mercoledì 15 ottobre 2014 alle ore 10.30 presso la sala del consiglio provinciale di Napoli, nel complesso monumentale di S. Maria la Nova, si è tenuto un incontro pubblico con il Prof. Avv. Marcello Clarich, dell’Università LUISS di Roma, sul tema “Ripubblicizzazione della gestione del Servizio Idrico Integrato nell’ATO 3 Campania (Sarnese – Vesuviano)”.

La “Rete dei Sindaci per l’Acqua Pubblica”, nata l’8 luglio 2013 presso il comune di Roccapiemonte, in sinergia con i “Comitati Pubblici” ha impugnato dinanzi al TAR Campania l’aumento tariffario del 13,4 %, deciso autonomamente dal Commissario dell’ATO 3.
Dopo due incontri a Roma con l’Autorità per l’Energia Elettrica e il Gas, organo competente per le tariffe, la “Rete” ha conferito incarico legale di consulenza al prof. avv. Marcello Clarich, al fine di dirimere i dubbi sulla possibilità di Ripubblicizzazione del servizio idrico nell’ATO 3.
Altri Ricorsi sono stati presentati dai Sindaci della Rete contro le Delibere Commissariali che prevedono aumenti che arrivano fino al 68% e che graveranno sempre di più sulle famiglie.

In risposta a questo c’è stata una prima delibera dell’AEEG che ha avviato l’iter sanzionatorio verso la GORI rispetto alle innumerevoli irregolarità che detta società ha compiuto in questi anni (metodo tariffario, incrementi tariffari, rimborso mutui, partite contabili non congruenti né rilevabili, mancata restituzione canone di depurazione ecc …).
Dopo l’introduzione dell’Avv. Grauso, che segue i comitati e le amministrazioni in diversi ricorsi ancora in essere, hanno avuto seguito gli interventi dell’Avv. Clarich e del suo assistente. Quindi, le domande e le dichiarazioni dei diversi Sindaci o delegati delle 23 Amministrazioni presenti e di alcuni comitati.

Ricordiamo che Roccapiemonte e Calvanico sono gli unici comuni dell’ATO 3 che non hanno mai ceduto i propri impianti alla GORI e che gestiscono il sevizio idrico come Ente comune e quindi in modo Pubblico.
Nell’incontro si è evidenziato che sempre più amministratori pubblici del nostro territorio (ATO 3), diventano consapevoli che l’Acqua e il Servizio idrico devono tornare ad essere gestiti dai Comuni e dalle comunità di cittadini che ne usufruiscono, secondo regole di efficienza, solidarietà, democrazia e partecipazione, anche nel rispetto chiaro e inequivocabile dei risultati referendari, che ancora oggi vengono umiliati, e a sostegno della risoluzione ONU del 28 luglio 2010 che dichiara, per la prima volta nella storia, il diritto all’acqua un diritto umano universale e fondamentale.

Oggi, invece, la gestione nell’ATO 3 Sarnese-Vesuviano è controllata solo dal “Commissario” che decide, impone e dispone a suo piacimento, lasciando fuori i sindaci e le comunità.
Alle motivazioni etiche, morali e di giustizia che spingono oggi tanti Sindaci ad attivarsi, si è aggiunta anche la constatazione della gestione fallimentare e inefficiente della GORI s.p.a., carrozzone politico clientelare sopraffatto dai debiti.
Le bollette, spesso basate su consumi non giustificati e certi e su una mancanza di lettura protratta nel tempo, comportano, insieme ad altri dati incomprensibili, conguagli esosi calcolati in modo presunto ed arbitrario che mettono in agitazione ed in seria difficoltà intere famiglie, soprattutto in un periodo difficile e critico come quello che stiamo vivendo.

Un’altra pratica sconcertante, applicata sempre più spesso dalla GORI è quella dei distacchi dell’Acqua che provoca anche problemi di tipo sanitario, per i quali diversi Sindaci del territorio sono stati chiamati ad intervenire.
Infine, come ultimi disagi, solo in ordine di tempo, è stato citato l’arrivo di bollette GORI s.p.a. esose e non chiare sulla loro composizione. Si tratta di bollette emesse per recuperare alcuni milioni di euro di debiti risultanti da una gestione fallimentare.
Nell’incontro il relatore ha spiegato alcuni punti riguardanti il processo di liquidazione della GORI:
 

Individuare, anzitutto, un percorso giuridico fattibile di ripubblicizzazione del servizio idrico integrato, anche esplorando la strada della liquidazione della GORI s.p.a. e della revoca/risoluzione dell’affidamento in essere, al fine di affidare la gestione del S.I.I, individuando i passaggi tecnico/amministrativi che gli enti dovranno effettuare, ed in particolare, rispondendo ai seguenti quesiti: A) se i debiti non coperti della società GORI s.p.a., in caso di liquidazione della società, andrebbero a gravare sui comuni facenti parte dell’Ente d’Ambito in quanto detentori indirettamente del 51% delle azioni della stessa società; B) se il socio privato individuato attraverso trattativa privata (nel 2001) vanterebbe (in caso di liquidazione deliberata in assemblea dal solo socio pubblico) il diritto ad un risarcimento del danno per revoca anticipata dell’affidamento, e l’eventuale misura del risarcimento; C) se il complesso dell’azienda e dei lavoratori dipendenti della GORI s.p.a. potrebbero essere trasferiti alla nuova azienda di gestione del SII.

Ed infine valutare la legittimità giuridica di un eventuale affidamento successivo del S.I.I. ad un ente di diritto pubblico, anche consortile, in linea con gli esiti dei referendum del 2011.
Insomma, finalmente sempre più Sindaci si sono svegliati e stanno cercano di capire ed attivarsi affinché la gestione del servizio idrico ritorni in mano delle comunità locali, affinché ci si possa svegliare un giorno non lontano e lavarsi la faccia con acqua pulita.

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