Il candidato di Renzi alla presidenza della Regione Campania ieri si è presentato nella città delle fabbriche. Botta e risposta tra Granata e Riccio. La denuncia choc del presidente antiracket: qui c’è un ritorno al passato.
” Vorrei che ci fosse una Regione che dicesse a Marchionne: visto che hai potenziato così bene Melfi perchè non eviti di mandare la nostra gente lì e non potenzi invece Pomigliano ? Vorrei che ci fosse un presidente di Regione in grado di parlare a tu per tu con i vertici di Finmeccanica per rispondere adeguatamente ai problemi di sviluppo dell’Alenia “. Non gliel’ha certo mandata a dire Gennaro Migliore, indicato dal capo del governo Matteo Renzi alla candidatura per la presidenza della giunta regionale. Ieri sera Migliore ha lanciato la sua invettiva all’indirizzo di Caldoro , peraltro molto ragionata, dal salone della Distilleria di Pomigliano, una ex fabbrica divenuta luogo di ritrovo multimediale.
” Il problema – ha aggiunto Migliore – non è fare meglio di Caldoro. Mio figlio di 15 anni potrebbe fare meglio: basta tagliare da una parte e dall’altra. Il problema è essere capaci di costruire una Campania in grado di avere istituzioni degne di questo nome e servizi dignitosi, penso alla destra dei casalesi che ha pilotato gli appalti a Caserta, penso alla sanità e ai trasporti pubblici, ormai allo sbando “.
Il candidato renziano è sicuro che il centrosinistra possa vincere in Campania: ” accompagneremo Caldoro all’uscita: lo libereremo finalmente da un fardello che ha dimostrato di non poter gestire, che lo sta smarrendo, che lo sta consumando oltremisura “. Un discorso, questo pronunciato davanti a una platea di circa 150 persone, anticipato da quelli di Venanzio Carpentieri, segretario provinciale del Pd, e di Pasquale Granata, presidente di Anci Campania e renziano ” integralista”. ” Anche a Pomigliano si voterà. Non dovete litigare qui: siate inclusivi “, il consiglio di Granata ai leader della politica cittadina Pd presenti. Ma Eduardo Riccio, consigliere comunale, gli ha risposto a tono: ” Non possiamo accettare questi consigli da chi praticamente non ha fatto opposizione a Caldoro, da un Pd che è stato blando per cinque anni di fila dai banchi dell’assemblea regionale “.
E dall’applauso che ne è scaturito sembrerebbe proprio che da queste parti il partito resti saldamente col timone a sinistra. Chi però ha squarciato un qual certo torpore iniziale è stato Raffaele Cantone, presidente dell’associazione antiracket di Pomigliano. ” Non vorrei che i casalesi fossero diventati un alibi: qui a Pomigliano stanno lavorando ditte della camorra locale: c’è un ritorno al passato “.
A ogni modo per il resto la città ha ascoltato attentamente la nuova leva democratica alla conquista del potere regionale. Ma senza manifestare particolari entusiasmi,in un sostanziale silenzio. ” Si vedrà “, il sospiro di un operaio in cassa integrazione. Prossimo appuntamento sempre alla Distilleria il 31 gennaio, con Vincenzo De Luca e Andrea Cozzolino.

