Il caporalmaggiore, condannato dalla Corte d’Assise d’Appello per l’omicidio della moglie continua a dirsi innocente. E c’è chi è convinto che dica la verità, come gli autori del libro “Il caso Parolisi”.
È stata fissata il 10 febbraio 2015 l’udienza in Cassazione a carico di Salvatore Parolisi, il caporalmaggiore condannato a 30 anni dalla Corte d’Assise d’appello dell’Aquila per l’omicidio della moglie Melania Rea.
A presentare il ricorso erano stati i legali di Parolisi, gli avvocati Walter Biscotti e Nicodemo Gentile. In primo grado Parolisi era stato condannato all’ergastolo. Lui non si arrende e continua a lottare per dimostrare la sua innocenza. Ma Salvatore Parolisi è stato considerato il solo colpevole del delitto di Melania Rea, giovane mamma di Somma Vesuviana e mamma della piccola Vittoria che ora vive nella cittadina vesuviana con i nonni, avvenuto nel boschetto della Casermette a Ripe di Civitella del Tronto (Teramo) il 18 aprile del 2011, ma il cui corpo venne ritrovato due giorni dopo grazie ad una telefonata anonima fatta alla polizia che annunciava il ritrovamento di un corpo seminudo straziato e vilipeso.
Il Paese si divide, come in tutti i casi di cronaca, tra colpevolisti e innocentisti. La verità giudiziaria lo identifica per ora come colpevole e l’ultima spiaggia è appunto la Cassazione. Ma c’è chi gli crede, come Antonio Parisi e Alessandro De Pascale, autori del libro «Il caso Parolisi» che analizza freddamente solo i fatti. Una tesi secondo la quale l’ex caporalmaggiore attualmente in carcere sarebbe un bugiardo, sì. Ma non un assassino. Un’inchiesta che fa leva sulla mancanza di prove regine laddove invece abbondano le ipotesi.
I due autori gettano l’ombra del dubbio sull’autore del omicidio di Melania avvenuto il 18 aprile del 2011: una rete di sospetti che disegnano come incolpevole nei fatti l’attuale condannato ma che non esimono dal supporre che comunque lui sappia qualcosa di più, sappia il «perché» sua moglie è stata uccisa. I segreti sarebbero da ricercare, secondo gli autori del libro, nell’ambiente militare e annunciano altre inchieste nei prossimi mesi.
(Fonte foto: Rete Internet)





